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Welcome – Willkommen – Bienvenidos – Bienvenue

 

Benvenuti nel sito web dedicato al venerabile Domenico Blasucci,

nato a Ruvo del Monte, in provincia di Potenza, il 5 marzo 1732,

Diocesi di Melfi–Rapolla–Venosa – Regione Basilicata–Italia,

morto a Materdomini di Caposele, in provincia di Avellino, il 2 novembre 1752,

Arcidiocesi di Sant’Angelo dei Lombardi–Conza–Nusco–Bisaccia – Regione Campania–Italia, 

proclamato Venerabile dal papa san Pio X con Decreto del 23 maggio 1906,

figlio spirituale di sant’Alfonso Maria De Liguori,

il Santo Fondatore della Congregazione del SS. Redentore, Vescovo,

Dottore della Chiesa, Patrono dei Confessori e dei Moralisti.

 

L’intento di queste pagine, che non hanno il fine di lucro,

è quello di far conoscere ed amare la vita, le opere, la spiritualità e le virtù cristiane

del giovane missionario redentorista,

con l’auspicio di preservare il suo ricordo ed offrire un tributo d’onore alla sua eroica santità.

 

Buona visione, lettura, ascolto e preghiera.

 

 

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Santa Pasqua di Risurrezione del Signore 2022

 

«Perché cercate tra i morti colui che è vivo? Non è qui, è risorto» (Lc 24,5–6).

 

La Pasqua, pienamente realizzata in Gesù Cristo, è la straordinaria vittoria della vita sulla morte, testimonianza dell’amore misericordioso di Dio riversato in abbondanza sull’umanità.

 

È questo il sacro annuncio custodito e tramandato dai cristiani da oltre due millenni. È lo stesso solenne messaggio che anche noi, con l’identico zelo del venerabile Domenico Blasucci, siamo invitati gioiosamente a rivelare a tutti; proclamiamolo soprattutto a chi vive nella solitudine, nel dolore e nella miseria, rimuovendo la pietra (cfr. Lc 24,2) dell’indifferenza e dell’ipocrisia dai nostri cuori.

 

Auguriamoci di saper contribuire a rendere più visibile il passaggio che intercorre dalla Croce alla gloria (cfr. Lc 24,26).

 

 

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Liturgia del giorno

Secondo il Rito Romano della Santa Chiesa Cattolica

 

«Erano perseveranti nell’insegnamento degli apostoli e nella comunione,

nello spezzare il pane e nelle preghiere» (At 2,42).

 

Sabato 21 maggio 2022 – (V settimana di Pasqua)

Grado della celebrazione: feria

Colore liturgico: bianco

 

Triduo di preghiera e riflessione in onore del Venerabile Domenico Blasucci

 

Antifona d’ingresso

Sepolti con Cristo nel Battesimo, con lui siete anche risorti mediante la fede nella potenza di Dio, che lo ha risuscitato dai morti. Alleluia. (Col 2,12)

 

Colletta

Dio onnipotente ed eterno, che nella rigenerazione battesimale ci hai comunicato la tua stessa vita, concedi a coloro che hai reso giusti con la tua grazia, disponendoli alla vita immortale, di giungere da te guidati alla pienezza della gloria.

Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio, e vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli.

 

Prima lettura

At 16,1-10 Vieni in Macedonia e aiutaci!

 

Dagli Atti degli Apostoli

 

In quei giorni, Paolo si recò a Derbe e a Listra. Vi era qui un discepolo chiamato Timòteo, figlio di una donna giudea credente e di padre greco: era assai stimato dai fratelli di Listra e di Icònio. Paolo volle che partisse con lui, lo prese e lo fece circoncidere a motivo dei Giudei che si trovavano in quelle regioni: tutti infatti sapevano che suo padre era greco. Percorrendo le città, trasmettevano loro le decisioni prese dagli apostoli e dagli anziani di Gerusalemme, perché le osservassero. Le Chiese intanto andavano fortificandosi nella fede e crescevano di numero ogni giorno. Attraversarono quindi la Frìgia e la regione della Galàzia, poiché lo Spirito Santo aveva impedito loro di proclamare la Parola nella provincia di Asia. Giunti verso la Mìsia, cercavano di passare in Bitìnia, ma lo Spirito di Gesù non lo permise loro; così, lasciata da parte la Mìsia, scesero a Tròade. Durante la notte apparve a Paolo una visione: era un Macèdone che lo supplicava: «Vieni in Macedònia e aiutaci!». Dopo che ebbe questa visione, subito cercammo di partire per la Macedònia, ritenendo che Dio ci avesse chiamati ad annunciare loro il Vangelo.

 

Parola di Dio

 

Salmo responsoriale

Dal Salmo 99

 

R.: Acclamate il Signore, voi tutti della terra.

 

Acclamate il Signore, voi tutti della terra,
servite il Signore nella gioia,
presentatevi a lui con esultanza. R.

Riconoscete che solo il Signore è Dio:
egli ci ha fatti e noi siamo suoi,
suo popolo e gregge del suo pascolo. R.

Perché buono è il Signore,
il suo amore è per sempre,
la sua fedeltà di generazione in generazione. R.

 

Acclamazione al Vangelo

(Col 3,1)

Alleluia, alleluia.

Se siete risorti con Cristo, cercate le cose di lassù, dove è Cristo, seduto alla destra di Dio.

Alleluia.

 

Vangelo

Gv 15,18-21 Voi non siete del mondo, ma vi ho scelti io dal mondo.

 

+ Dal Vangelo secondo Giovanni

 

In quel tempo, disse Gesù ai suoi discepoli: «Se il mondo vi odia, sappiate che prima di voi ha odiato me. Se foste del mondo, il mondo amerebbe ciò che è suo; poiché invece non siete del mondo, ma vi ho scelti io dal mondo, per questo il mondo vi odia. Ricordatevi della parola che io vi ho detto: “Un servo non è più grande del suo padrone”. Se hanno perseguitato me, perseguiteranno anche voi; se hanno osservato la mia parola, osserveranno anche la vostra. Ma faranno a voi tutto questo a causa del mio nome, perché non conoscono colui che mi ha mandato».

 

Parola del Signore

 

Preghiera dei fedeli

Secondo le intenzioni del Papa, dei Vescovi, dei Presbiteri e dei Diaconi.

Secondo i bisogni dell’umanità.

Secondo le proprie intenzioni.

 

Preghiera sulle offerte

Accogli, Padre misericordioso, le offerte di questa famiglia, perché con l’aiuto della tua protezione custodisca i doni ricevuti e raggiunga quelli eterni.

Per Cristo nostro Signore.


Oppure:

Accogli, o Padre, con l’offerta del pane e del vino, il rinnovato impegno della nostra vita e trasformaci a immagine del Signore risorto.

Egli vive e regna nei secoli dei secoli.

 

PREFAZIO PASQUALE V

Cristo Agnello e sacerdote

È veramente cosa buona e giusta, nostro dovere e fonte di salvezza, proclamare sempre la tua gloria, o Signore, e soprattutto esaltarti in questo tempo nel quale Cristo, nostra Pasqua, si è immolato. Offrendo il suo corpo sulla croce, diede compimento ai sacrifici antichi e, donandosi per la nostra redenzione, divenne altare, Agnello e sacerdote.

Per questo mistero, nella pienezza della gioia pasquale, l’umanità esulta su tutta la terra e le schiere degli angeli e dei santi cantano senza fine l’inno della tua gloria: Santo, ...


Oppure:
PREFAZI DI PASQUA I-IV

 

Antifona alla comunione

«Padre, prego per quelli che crederanno in me, perché tutti siano una cosa sola, e il mondo creda che tu mi hai mandato», dice il Signore. Alleluia. (Cf. Gv 17,20-21)


Oppure:

«Se hanno osservato la mia parola, osserveranno anche la vostra», dice il Signore. Alleluia. (Gv 15,20)

 

Comunione spirituale

1 Gesù mio, io credo che sei realmente presente nel Santissimo Sacramento. Ti amo sopra ogni cosa e ti desidero nell’anima mia. Poiché ora non posso riceverti sacramentalmente, vieni almeno spiritualmente nel mio cuore. Come già venuto, io ti abbraccio e tutto mi unisco a te; non permettere che mi abbia mai a separare da te.

2 Eterno Padre, io ti offro il Sangue Preziosissimo di Gesù Cristo in sconto dei miei peccati, in suffragio delle anime del purgatorio e per i bisogni della Santa Chiesa. *

 

Preghiera dopo la comunione

Custodisci con instancabile amore, o Padre, il popolo che hai salvato, perché coloro che sono stati redenti dalla passione del tuo Figlio partecipino alla gioia della sua risurrezione.

Egli vive e regna nei secoli dei secoli.


Oppure:

O Padre, che ci hai saziati con il sacramento del Corpo e Sangue del tuo Figlio unigenito, nella tua mirabile grazia concedi a noi, illuminati dalla verità del Vangelo, di edificare la Chiesa con la testimonianza della vita.

Per Cristo nostro Signore.

 

* 1 La prima parte di questa preghiera è stata scritta da sant’Alfonso Maria De Liguori, 2 mentre la seconda parte, non originale, è stata aggiunta in seguito, rispettando lo spirito del Santo. È lo stesso spirito che ha animato anche il venerabile Domenico Blasucci. Il giovane Venerabile, costantemente, desiderava placare il suo anelito damore verso il Signore: «Lanima mia ha sete di Dio, del Dio vivente» (Sal 42,3). Si sforzava di conformarsi a Gesù Cristo accogliendo il Suo invito «Rimanete in me e io in voi» (Gv 15,4) per unirsi a Lui in «un solo spirito» (Ef 4,4). A chiunque gli domandasse a cosa stesse pensando o perché stesse piangendo, spesso, ripeteva: “Penso al SS. Sacramento… Piango perché penso che ora il SS. Sacramento in tanti luoghi sta solo e senza la lampada”.

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Fonte, eccetto che per la Preghiera dei Fedeli e la Comunione Spirituale

 

Sitografia

 

Chiesa Cattolica Italiana – Sito web ufficiale della CEI Conferenza Episcopale Italiana

Via Circonvallazione Aurelia, n. 50 00165 Roma

 

Visualizza il Commento al Vangelo a cura di don Antonio Savone

Presbitero dell’Arcidiocesi di Potenza–Muro Lucano–Marsico Nuovo

 

 

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PARROCCHIA SANTA MARIA ASSUNTA
Ruvo del Monte (Potenza)

 

Eucaristia e  Domenico Blasucci

 

            La pubblicazione della Liturgia  del giorno sul Sito web dedicato al Venerabile Domenico Blasucci costituisce un valido strumento al fine di ricordare la spiritualità eucaristica del giovane studente incamminato per la vita religiosa e sacerdotale.

Dono della gratuità di Dio nell’ordine della natura e nell’ordine soprannaturale, Domenico Blasucci ha progressivamente corrisposto alla grazia di Dio.

Nella spiritualità del Venerabile troviamo, infatti, la ricerca continua di comunione, di vita vissuta con il Redentore, conosciuto ed amato nella famiglia d’origine, nella comunità di Ruvo, nella conoscenza dei numerosi sacerdoti e religiosi presenti nella parrocchia, nel Convento o qui  venuti per la predicazione e le missioni frequenti nel settecento.

            Fu educato da fanciullo nella famiglia alla vita religiosa, adolescente ascoltò dapprima i francescani, poi i Missionari di San Vincenzo De Paoli. Da giovane fece l’itinerario di formazione e di fede per le quattro comunità redentoriste allora esistenti, in cui addivenne alla Professione religiosa.

            Deciso e tenace nell’impegno di formazione spirituale, raggiunse livelli di crescita certamente non comuni, cogliendo ciò che vale, l’amore di Dio, portato sempre più in alto nella fedeltà alla preghiera, specialmente quella eucaristica.

            Dall’Eucaristia, in particolare, gli venne la forza di praticare la virtù dell’umiltà, il dominio di sé, il distacco da tutto il creato, il raccoglimento di spirito teso all’unione con Dio, la carità verso il prossimo, l’obbedienza, la mortificazione interna ed esterna, la mortificazione e la temperanza, la modestia e la purezza.

            Tutto ciò è documentato nelle testimonianze del suo tempo e nel Sommario dei processi.

            Si tramanda, in particolare, del tempo trascorso nel coro, vicino al tabernacolo, della tante visite al SS. Sacramento: l’Eucaristia rappresenta il cuore della vita del Venerabile.

La lettura quotidiana della Liturgia del giorno, accompagnata dal silenzio, dalla meditazione e dalla preghiera, sia per ciascuno il buon nutrimento dell’anima, come lo fu per il venerabile Domenico Blasucci.

L’esempio della sua vita infondi in noi la forza della fede e dell’amore e la sua intercessione presso Dio ci preservi dalle avversità, ci accompagni e ci protegga nel nostro cammino quotidiano.

 

Ruvo del Monte, 24 novembre 2013

Solennità di Nostro Signore Gesù Cristo Re dell’Universo e chiusura dell’Anno della Fede

 

Il Parroco

Sac. don Gerardo Gugliotta

 

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Il venerabile Domenico Blasucci

raffigurato in una delle sue frequenti adorazioni del Santissimo Sacramento.

Limmagine è affrescata nella volta a botte

della Chiesa monumentale di SantAlfonso e SantAntonio a Tarsia a Napoli,

già Chiesa dello Spirito Santo,

edificata nel 1550 nellomonima piazzetta del centro storico cittadino.

 

 

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Sussidio per il Triduo di preghiere e riflessioni

in preparazione alla solenne memoria

della proclamazione di Venerabilità del Servo di Dio Domenico Blasucci

con Decreto del papa san Pio X

 

 

«Anche noi dunque, circondati da tale moltitudine di testimoni,

avendo deposto tutto ciò che è di peso e il peccato che ci assedia,

corriamo con perseveranza nella corsa che ci sta davanti,

tenendo fisso lo sguardo su Gesù,

colui che dà origine alla fede e la porta a compimento»

(Eb 12,1–2).

 

 

A cura di

Michele Donato Grieco

 

 

Dichiarazione

 

Io sottoscritto sac. don Gerardo Gugliotta, parroco pro–tempore della Parrocchia di Santa Maria Assunta a Ruvo del Monte, dopo aver letto ed esaminato il contenuto del “Sussidio per il Triduo di preghiere e riflessioni in preparazione alla solenne memoria della proclamazione di Venerabilità del Servo di Dio Domenico Blasucci con Decreto del papa san Pio X”, composto dal sig. Michele Donato Grieco di Ruvo del Monte, e verificato che in esso non c’è nulla contro la Fede e la morale cattolica ne autorizzo, volentieri e con gioia, la stampa e la divulgazione nell’ambito della comunità parrocchiale, per la preghiera personale e collettiva dei fedeli.

 

Ruvo del Monte, 14 maggio 2012

Festa di san Mattia, apostolo.

 

In Fede

 Sac. don Gerardo Gugliotta

 

Visualizza il Documento originale in formato pdf

 

 

Premessa

 

La santità è come la buona linfa che attraversa l’albero, lo rende fecondo e l’esalta nella bontà dei suoi frutti. Così il cammino spirituale del venerabile Domenico Blasucci, i traguardi virtuosi da lui raggiunti, la testimonianza della sua giovinezza, la sollecitazione nel consegnare la propria vita nelle mani di Dio hanno una radice profonda nella devozione verso la Beata Vergine Maria e nella spiritualità di sant’Alfonso Maria De Liguori.

 

Per evocare al meglio le sue virtù soavi, per noi fedeli ho predisposto il seguente sussidio per il Triduo di preghiere in preparazione alla solenne memoria della sua proclamazione a Venerabile, ispirato alla Parola di Dio, alla spiritualità ed alla missione del Santo.

 

Grazie allo schema di questa guida, che può essere utilizzata per la celebrazione sia al di fuori che all’interno della Santa Messa ed in altre circostanze per manifestare la nostra devozione al giovane Blasucci, approfondiremo alcuni degli aspetti fondamentali del suo cammino di fede.

 

Vivremo le celebrazioni rifacendoci, il più possibile, ai meravigliosi sentimenti del Missionario redentorista, il quale sostiene che «All’orazione bisogna andare colla cetra accordata, ciò con un vivere sempre raccolto, osservante, obbediente, mortificato. Colui che vuole fare una buona suonata, accorda prima la cetra e poi suona, anzi il suonatore prudente tiene la cetra sempre accordata; così noi bisogna che tutta la nostra vita sia continua preparazione all’orazione»1.

 

Il suo spirito sublime è testimoniato dai suoi contemporanei con questa graziosa espressione: «Tutta la vita del Ven. D. Blasucci fu una continua orazione e comunicazione con Dio, anzi una continua estasi. La mattina, dice il Nittoli, appena alzato si poneva in orazione e così rimaneva fino al segno che lo chiamava in coro. Quivi era sempre il primo a giungere, la sera l’ultimo ad allontanarsene. Appena si applicava restava assorto in Dio. Emetteva di tanto in tanto infuocati sospiri, che riempivano di stupore chiunque gli stava vicino e pareva che parlasse faccia a faccia col suo Dio. Anzi restava tanto unito a Dio, che, talvolta sveniva per l’abbondanza di amore e bisognava scuoterlo per chiamarlo ai sensi. Un giorno Domenico stesso confessò al P. Melaccio che verso l’orazione si sentiva come forzato da un affetto interiore, che gli pareva sentire e gustare la dolcezza del conversare con Dio»2.

 

Il Signore, che ringraziamo e lodiamo per averci donato questo modello autentico di perfezione cristiana, ci aiuti a fare nostro il grande spirito del Suo servo fedele, con rinnovato impegno, impeto e gioia.

 

Ruvo del Monte, 13 maggio 2012.

VI domenica di Pasqua dell’Anno B e ricorrenza dell’apparizione di Nostra Signora di Fatima.

 

Michele Donato Grieco

 

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1 e 2 Da Spigolature, a cura di P. Pompeo Franciosa *, Industria Grafica Editoriale GERCAP, Foggia, luglio 1987.

* Presbitero professo della Congregazione del SS. Redentore.

 

 

2° giorno (21 maggio)

 

O B B E D I E N Z A  E  P E R S E V E R A N Z A

 

 

Saluto del Celebrante

 

C.:    Nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo.

A.:    Amen.

C.:    Il Signore, Padre onnipotente e buono,

gloria e letizia dei santi, a noi,

riuniti nella venerazione del venerabile Domenico Blasucci,

conceda, oggi e sempre, la sua grazia.

A.:    Amen.

C.:    O Dio Padre, mirabile nei tuoi Santi,

A.:    t’adoriamo e ti benediciamo.

C.:    O Dio Figlio, premio e corona dei tuoi Santi fedeli,

A.:    t’adoriamo e ti lodiamo.

C.:    O Dio Spirito Santo, sorgente d’ogni santità,

A.:    t’adoriamo e ti ringraziamo.

C.:    Donaci, Signore, la luce dello spirito e la trasparenza del cuore,

A.:    rendici degni d’essere ogni giorno al tuo servizio.

 

Quando il Triduo è inserito nella Messa da questo punto in poi, come di consueto, si svolge il Rito dall’orazione Colletta a quella Dopo la Comunione, al termine della quale si prosegue con lo schema sotto riportato.

 

Parole d’ascolto

 

1° lettore:

 

Dalla Sacra Scrittura

 

«Padre, se vuoi, allontana da me questo calice!

Tuttavia non sia fatta la mia, ma la tua volontà» (Lc 22,42).

 

«Non chiunque mi dice: “Signore, Signore”, entrerà nel regno dei cieli,

ma colui che fa la volontà del Padre mio che è nei cieli.

In quel giorno molti mi diranno:

“Signore, Signore, non abbiamo forse profetato nel tuo nome?

E nel tuo nome non abbiamo forse scacciato demoni?

E nel tuo nome non abbiamo forse compiuto molti prodigi?”.

Ma allora io dichiarerò loro: “Non vi ho mai conosciuti.

Allontanatevi da me, voi che operate l'iniquità!”» (Mt 7,21-23).

                       

2° lettore:

 

Dagli scritti spirituali del venerabile Domenico Blasucci

 

«… Solo Dio sazia: se il nostro cuore è fatto per Dio,

nessuna cosa di questo mondo lo può saziare...».

        

3° lettore:

 

Dalle testimonianze dei contemporanei del venerabile Domenico Blasucci

                     

«Un giorno in tempo di ricreazione furono portate delle mele. Chi presiedeva conoscendo che per il Venerabile Blasucci ci voleva un’ubbidienza, a lui rivolto disse: Fratello Blasucci, prendete pure voi una mela. Egli ne prese una, la quale al di fuori appariva buona ma al di dentro riuscì pessima ed amarissima. Non si scompose. Imperturbato la mangia lo stesso e tutta. Gli era vicino lo studente Pacifico, al quale nulla era sfuggito. Volle perciò assaggiare il torsolo buttato, per vedere fino a qual punto la mela era mangiabile. Ma che? non lo poté affatto, tanto era amaro, per cui la lasciò; se non fosse stato sollecitato a buttarlo di bocca avrebbe vomitato quanto aveva nello stomaco».

 

Tutti:

 

Giaculatoria del venerabile Domenico Blasucci

 

«…Dhe! Non t’ingannare, mio cuore infelice,

perché chiave dell’inferno è il voler mio,

chiave del cielo è la volontà di Dio!».

 

Celebrante:

 

Proponimenti d’impegno

 

Attraverso le virtù dell’obbedienza e della perseveranza, secondo le nostre forze e possibilità, liberiamoci dalle vanità ed offriamo a Gesù Cristo ed alla Beata Vergine Maria ogni pensiero, parola ed azione, che tenda ad amare e servire ogni persona, senza fare differenza di razza, condizione sociale e religiosa.

 

Riflessione del Celebrante

 

Breve pausa per la meditazione personale.

 

Invocazioni

 

C.:    Venerabile Domenico Blasucci, testimone fedele di Cristo Redentore,

ottieni per noi dal Signore il perdono dei nostri peccati.

A.:    Venerabile Domenico Blasucci prega per noi.

C.:    Venerabile Domenico Blasucci, angelico modello di santità,

ottieni per noi dal Signore l’accrescimento delle virtù cristiane.

A.:    Venerabile Domenico Blasucci prega per noi.

C.:    Venerabile Domenico Blasucci, splendida gemma della Congregazione redentorista,

ottieni per noi dal Signore la supplica che ti rivolgiamo nella presente necessità.

A.:    Venerabile Domenico Blasucci prega per noi.

 

Celebrante:

 

Preghiera per la glorificazione del venerabile Domenico Blasucci

 

Tutti:  Dio, Padre e Creatore, Ti adoriamo e Ti lodiamo

per le grazie che ci hai elargito,

attraverso la vita e le Tue meravigliose opere.

Ti ringraziamo per averci donato il mite ed umile

Tuo servo Domenico Blasucci,

intrepido e sublime modello del Tuo volere e della Tua gloria.

 

Dio, Figlio e Redentore, Ti adoriamo e Ti lodiamo

per l’immagine divina che ci hai offerto,

morendo, per noi, sulla Croce.

Ti ringraziamo per aver scelto quale zelante e coraggioso

testimone del Vangelo Domenico Blasucci,

austero ed assiduo penitente nello spirito amorevole della vita contemplativa di Dio.

 

Dio, Spirito Santificatore, Ti adoriamo e Ti lodiamo

per l’ardente amore del cuore che ci hai concesso,

guidandoci alle virtù cristiane.

Ti ringraziamo per aver ispirato quale esempio di misericordia

il Venerabile Domenico Blasucci,

ardito e perseverante missionario della pace in mezzo ai poveri.

 

Dio, Santissima Trinità, Ti preghiamo di glorificarlo, anche su questa terra,

affinché, anche noi, possiamo seguirlo

sulla strada della fede, della speranza e della carità.

 

Maria, Regina di tutti i Santi,

affidiamo alla tua intercessione questa preghiera

e la deponiamo, con fiducia, nel tuo cuore di Madre.

 

Amen.

 

(Con approvazione ecclesiastica)

 

Tutti:

 

Padre nostro…, Ave Maria…, Gloria al Padre…

 

Benedizione

 

C.:     Il Signore sia con voi.

A.:     E con il tuo Spirito.

C.:     Per l’intercessione del Venerabile Domenico Blasucci,

ci benedica Dio l’onnipotente,

Padre X e Figlio X e Spirito X Santo.

A.:     Amen.

 

Congedo

 

C.:     Andiamo in pace.

A.:     Rendiamo grazie a Dio.

 

Tutti:

 

Inno al venerabile Domenico Blasucci

 

Noi ci prostriamo supplici

al tuo cospetto in gloria,

le tue virtù imitabili

abbiano tal vittoria

che sia il furor di Satana

lontan dal nostro cuor.

 

Ritornello:      O gran Venerabile

nel gaudio fraterno

cantiamo all’Eterno

che da suo tesor

ti dia quella gloria,

che meriti in cielo,

perché il suo Vangelo

diffonda l’amor.

 

Vogliamo sempre assidui

gli esempi tuoi imitare

di preci tanto fervide,

che con fe’ singolare

avesti allor d’autentico

levita pien d’ardor.

 

                        Ritornello.

 

Come il futuro spirito

con i severi studi

formavi te per vivere

per fare poi da scudi

contro chi il ben perseguita

ed il suo Redentor.

 

                        Ritornello.

 

Ruvo del Monte origini

ti diede, dove sola

la madre in pianto e povera

lasciasti andando a scuola

dell’alta Materdomini

tra il verde degli allor.

 

                        Ritornello.

 

A Deliceto subito

poi andasti, e qui Gerardo

ti offrì l’esempio mistico

per tagliar quel traguardo,

che fu promesso ai docili

del verbo del Signor.

 

                        Ritornello.

 

Quindi spossato e debole

nel lavor sottomesso,

un morbo ancora giovane

venten ti die’ il possesso

del paradiso, a merito

di chi piamente muor.

 

                        Ritornello.

 

 

 

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PARROCCHIA SANTA MARIA ASSUNTA
Ruvo del Monte (Potenza)

 

Omelia per la Solennità dell’Ascensione

e per la Solenne Memoria della Proclamazione a “Venerabile” di Domenico Blasucci

Ruvo del Monte – Chiesa Parrocchiale di Santa Maria Assunta

Sabato 23 maggio 2020 – ore 18:00

 

Celebriamo la Solennità dell’Ascensione. Cristo, dinanzi ai discepoli, ascende al cielo per ritornare dal Padre. Con l’Ascensione inizia la missione evangelizzatrice e di salvezza degli uomini di tutti i tempi secondo l’invito di Gesù: “Andate e fate discepoli tutti i popoli, battezzandoli nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo, insegnando loro a osservare tutto ciò che vi ho comandato”. È sempre Gesù che ci rassicura della forza dello Spirito Santo e della Sua costante presenza accanto a noi come ci ha ricordato Matteo nel Vangelo di questa Messa Vespertina: “io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo”. Il vero insegnamento lo si dà nella misura in cui si crede e si vive in prima persona ciò che si vuole annunciare agli altri, attraverso la testimonianza. Ecco allora che appare ancora più bella e intensa anche la celebrazione della Solenne Memoria della Proclamazione a “Venerabile” del nostro concittadino Domenico Blasucci, avvenuta con Decreto di Papa Pio X oggi Santo, che per il decimo anno consecutivo è stata adeguatamente preparata dal Triduo di preghiere e riflessioni nei giorni 20, 21 e 22 maggio scorsi.

Abbiamo tutti temuto che quest’anno tali ricorrenze non potessero essere celebrate pubblicamente in questa nostra Chiesa Parrocchiale, luogo in cui il Venerabile ha ricevuto il Battesimo ed ha iniziato la sua vita cristiana, a causa delle disposizioni Vescovili e Governative per il contrasto ed il contenimento del diffondersi del Covid–19. Avrei comunque assicurato, da solo, le liturgie di sempre, ma non per questo meno intense: Lodi mattutine, Preghiera del Santo Rosario e delle Litanie Lauretane, Celebrazione Eucaristica, Preghiera per la glorificazione, benedizione ed inno. Pur trovandomi da solo, mi sarei sentito circondato dalla partecipazione numerosa di voi fedeli, vicini e lontani, che come sempre avreste seguito la Liturgia del Giorno e quella del Triduo, con l’apposito sussidio, servendovi del ricco sito web www.domenicoblasucci.it dedicato al Venerabile. L’inattesa emergenza sanitaria mondiale ci ha imposto misure di restrizione prima e precauzionali dopo per tutelare la salute di tutti come potete vedere e, così, in base alla capienza dei posti a sedere nella Chiesa, nel rispetto delle distanze di sicurezza e senza creare assembramenti, siamo felicemente qui.

Celebrare con amore e devozione il nostro Venerabile Domenico Blasucci non significa soltanto onorarlo, ma significa anche guardare alla sua ricca e preziosa testimonianza di vita cristiana, alle sue alte virtù. Significa accogliere il suo meraviglioso messaggio, custodirlo e renderlo attuale nella nostra vita, rendendo viva la sua memoria e la sua presenza. La vita di Domenico, favorita da magnifiche grazie, segni dell’amore di Dio che radica la nostra vita nel mistero della salvezza, è stata tutta “un canto nuovo al Signore”, un canto di lode e di ringraziamento.

Dopo qualche mese dalla nascita rischia di morire, ma miracolosamente il neonato si salva. Da bambino, a tre anni, rimase orfano di padre e fu educato dalla madre. Nei giochi di quartiere, fuggiva dai compagni cattivi. Sin dalla prima infanzia, è stato attratto dai luoghi di culto. Amava disegnare l’Ostia, modellare le statue dei Santi, preparare gli altarini ed imitare i riti religiosi, coinvolgendo i suoi amichetti con cui era tanto generoso. Tutti ne restavano stupefatti: vicini, amici e parenti che accorrevano ad osservarlo ammirati. Da fanciullo, non con pochi sacrifici, si prodigava con zelo nel lavoro agricolo e compiva gli studi, insieme a due fratelli e a due cugini, distinguendosi per intelligenza e profitto. A queste mansioni alterna austere penitenze e fervide preghiere. Sempre composto ed ordinato, serviva la Messa tutte le mattine. Si raccoglieva a lungo in preghiera davanti al tabernacolo per adorare il SS. Sacramento e davanti la statua della Madonna che, con tenera devozione, venerava intensamente; la statua è quella dell’Immacolata, in legno, che abbiamo in questa Chiesa nella nicchia in prossimità del presbiterio e che era alla Chiesa del convento. Praticava costantemente la confessione e la comunione. Leggeva sempre i libri spirituali. Ascoltava con molta attenzione le omelie dei tanti sacerdoti e religiosi presenti a Ruvo in quel tempo e di quelli che vi giungevano per le predicazioni. Era solito frequentare la Chiesa di Sant’Antonio, amministrata dai francescani. All’età di quindici anni desiderava ardentemente abbracciare il mondo religioso entrando nei conventuali minori, ma non gli fu possibile a causa dell’opposizione della sua famiglia. La stessa cosa accadde l’anno successivo con i padri vincenziani: non disponeva di denaro sufficiente da offrire in dote per la propria formazione e doveva contribuire a produrre il reddito per i congiunti. Anche quando intendeva seguire i padri della Congregazione del SS. Redentore dovette affrontare le stesse difficoltà, ma “il suo cuore non fu mai turbato perché era stretto a Cristo, pietra viva!”. La sconfinata fiducia nella Divina Provvidenza e nella Vergine Immacolata ripagarono la sua determinazione e la sua fermezza all’età di sedici anni e mezzo. La “sua partenza da Ruvo fu come un grave lutto per la famiglia” e come una possente privazione per l’intera comunità. È stata però come “la manna dal cielo” per i redentoristi dove, con tanta modestia e umiltà, rispettò rigorosamente la regola e l’obbedienza ai superiori nei quali ravvisava la volontà di Dio. Instaurò degli ottimi ed armoniosi rapporti di condivisione e di cooperazione con i compagni di studio e frequentò con mansuetudine, perseveranza e temperanza il noviziato, conformandosi progressivamente a Gesù Cristo povero e crocifisso e al Suo Vangelo, raggiungendo una perfezione non comune. Riguardo a questo periodo, di lui fu scritto che “fu come sole fra le stelle, eclissò tutti”, nonostante un terribile male stesse minando il suo già gracile fisico. Dopo aver fatto la professione dei voti, si formava per il sacerdozio e si recava in missione con i padri, dove svolgeva con singolare sinergia le commissioni domestiche e insegnava il catechismo ai bambini. Come “sentinella di speranza e di carità misericordiosa”, era sempre disponibile all’accoglienza, all’ascolto, al confronto e all’aiuto di tutti, specialmente dei sofferenti nel corpo, nell’anima e nello spirito, riconoscendo nel volto di questi ultimi quello del suo amatissimo Signore. Consapevole dei propri limiti, non esitò a “gettare le reti” confidando, come Pietro, “sulla parola di Cristo”; ottenne riconciliazioni e vocazioni, come quella del fratello maggiore Pietro Paolo che gli fece affermare “Ora muoio contento”, contribuendo ad edificare il corpo mistico di Cristo che è la Chiesa. Questi suoi diversi ruoli erano sempre scanditi dalla preghiera, dalla contemplazione e dalla mortificazione, totalmente immerso in Dio. Furono tanti i suoi contemporanei che attestarono: “Tutta la vita del Venerabile Domenico Blasucci fu una continua orazione e comunicazione con Dio, anzi una continua estasi”. Fu definito “un ragazzo colmo di Spirito Santo e di carismi e un timorato di Dio”. Di quest’ultimo periodo della sua breve ed intensa vita, terminata a poco più di venti anni e mezzo, colpisce l’assoluta serenità con cui affrontava le atroci sofferenze della tisi, che lo condurrà alla “morte preziosa dei giusti”, dopo “aver combattuto la buona battaglia”, perché accettò serenamente i suoi patimenti e li offrì al Signore per la redenzione umana e per il bene della Chiesa. Aveva scritto su un biglietto posto sul suo comodino accanto al suo letto: “Volontà di Dio! Dio mio, fatemi adempiere in tutto la Vostra Volontà!”.

La fama di santità che l’ha accompagnato per tutta la vita, che è cresciuta e che si è diffusa ancora di più dopo la sua morte è giunta fino ai nostri giorni, dopo oltre due secoli e mezzo, impreziosita da innumerevoli prodigi. Il suo ultimo superiore e direttore spirituale, che di lui vivente aveva detto che era una “gioia di Paradiso”, ebbe a scrivere dopo la morte che “era un santo che potevasi vivo canonizzare, come l’ho asserito io più volte”, giudizio unanimamente condiviso dai suoi conoscenti e confratelli. In tutte le case e chiese redentoriste sparse nel mondo sono diffuse diverse sue immagini simili alla tela che abbiamo in fondo a questa Chiesa, che raccoglie le preghiere di tanti devoti e le offerte di piante, fiori e lumini, e sono diverse le intitolazioni a lui dedicate di gruppi e di luoghi. La vicenda terrena del Blasucci è una bella storia di speranza certa, di carità perfetta, di lotta ferma e di gloriosa vittoria per le tante prove della vita che ha affrontato e che hanno trovato “vanto solo nella croce di nostro Signore Gesù Cristo, che ha rivelato le cose del Padre ai piccoli”. È una storia di grazia, offerta per il suo Creatore e Signore e per il suo prossimo, avendo dedicato a loro la mente, il cuore, la pazienza e la sofferenza. È la storia dell’incontro dell’uomo con Cristo. Il nostro Venerabile appartiene alla storia dell’umanità e alla storia della Chiesa, perché costituisce un esempio retto ed un modello luminoso di adesione e fedeltà perfetta a Dio e ai Suoi più nobili valori. Accostiamoci sempre di più a questa straordinaria figura di santità. Riscopriamo il Venerabile sia come fulgido modello che come benevole mediatore di grazie, di miracoli, presso Dio, confidando sempre nella sua prodigiosa protezione.

Nella settimana in cui, dopo oltre due mesi, con tanta gioia abbiamo ripreso gradualmente le celebrazioni liturgiche con il popolo, secondo le nuove misure sanitarie indicate dal Protocollo d’intesa tra la Presidenza del Consiglio dei Ministri e la Conferenza Episcopale Italiana, questa ricorrenza che stiamo celebrando è un bellissimo segno di speranza e di rinascita per tutti noi. Il nostro “Giovane angelico”, per usare la definizione di papa Pio X del 23 maggio 1906, ci insegna che la lealtà al Signore premia sempre e dona tanta forza e serenità nelle prove della vita: “Se chiederete qualche cosa al Padre nel mio nome, egli ve la darà”. Il Venerabile Domenico Blasucci interceda sempre amorevolmente per noi suoi concittadini perché, nel nostro tempo di prova, possiamo essere testimoni coraggiosi di Cristo e con la nostra fede operosa rendere una rinnovata bellezza alla vita, colma di gioia e di speranza, doni del Signore Risorto agli uomini di buona volontà.

 

Il Parroco

Sac. don Gerardo Gugliotta

 

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2 novembre

 

VENERABILE DOMENICO BLASUCCI (1732 – 1752)*

redentorista

 

Il nostro Venerabile Domenico è uno dei “piccoli”

in cui il Signore nostro Gesù Cristo, Redentore dell’uomo,

ha fatto risplendere la potenza della sua redenzione

e la bellezza della sapienza del suo Cuore.

+ Ciro Fanelli, vescovo

 

Venerabile Domenico Blasucci e San Gerardo Maiella:

storia d’amicizia fondata nel sostegno reciproco,

arricchita di profumata benignità e dolcezza.

Michele Donato Grieco

 

Da un Monte che tocca il cielo e specchia Maria1,

per scoscese rupi, erbe e fiori dal profumo inebriante,

un picciol rivo2, gioioso, saltellante,

 

– scatto di cielo fresco e puro sì che, a vederlo, canta il cuore,

fra òntani dalle mani oranti,

acqua viva che placa la sete, lenimento di ferite,

 

acqua che muta la terra in Paradiso –

scorre cantando l’inno al nipios3

che, dalla rupe4, lieto risponde.

 

E Gesù Bambino scende dalle stelle5,

il Giglio dell’Appennino, il serafico dardo di fortezza,

colui che balzò nelle braccia di Dio6,

 

diventa tuo fratello, profumo dell’anima:

tu e lui: angeli della vita, christodouli7,

luce ingenita8 ed enipostatica.

 

Insieme vi consegnaste alla Madre di Dio9,

creature scese dal cielo e in ciel tornate,

gigli sbocciati nelle mani della Vergine.

 

Il cuore balza lodandovi, o Santi,

l’amicizia profuma, gli occhi dolciscono,

l’anima insoavisce, l’amore si fa verità.

 

La vita fiorisce dall’incontro, consegna di sè all’altro,

grazia d’usignolo che canta,

incontro che fa gemmare la gioia,

 

rosa sempiterna di bellezza,

felicità del camminare in due, mano nella mano,

liturgia di spazio e di tempo, eternità.

 

Gioisci, Ruvo, un bel figlio ti è dato,

custodiscilo e amalo,

perché riamato ne sei, con fresco giovanile amore.

 

Esulta, Redentore Divino, SS. Trinità, unico Dio!

Laetare, plena gratia, Maria, ave,

sic ad terram caelum iungitur. Alleluia!

 

 

 

*     A Michele Donato Grieco, figlio prediletto del Venerabile, suo custode, operatore pastorale.

1     Monte Caruso (m. 1232), vicino al Monte Carmine, antico luogo lucano di culto mariano, distante pochi chilometri da Castel Lagopesole (PZ).

2     È la Fiumara di Atella (Km. 12) che sorge da Monte Caruso (nome derivante da un asinello di nome caruso), scende nella Valle di Vitalba – esaltata da Giustino Fortunato – e, presso Atella, confluisce nell’Ofanto. Ricco di pesci dai nomi sonori – lontre, carpe, pesce persico, tinche, triotti, trote, cavedani, barbi, anguille novelle – l’Ofanto, l’antico Aufidus – cantato da Polibio, Strabone, Publio Virgilio Morone, Orazio (“Così irrompe l’Ofanto tauriforme”, Libro IV), nato nell’antica Venusia, presso cui scorre l’Ofanto – sfocia nel Mare Adriatico tra Barletta e Margherita di Savoia, arricchito dall’Olivento che nasce dal Monte Vulture.

3        Venerabile Domenico Blasucci. Nipios: giovane, infante.

4        Ruvo del Monte.

5        Il riferimento è a Sant’Alfonso Maria de’ Liguori, redentorista, e al suo celebre inno «Tu scendi dalle stelle».

6     San Gerardo Maiella. Si racconta che, da bambino, saltò dalla finestra della sua abitazione dicendo alla madre: «Vado a farmi santo».

7        Servi di Cristo.

8        Innata.

9     Il Venerabile Domenico Blasucci e San Gerardo Maiella, grandi amici nella vita, sono sepolti entrambi nella Basilica di San Gerardo Maiella in Mater Domini di Caposele (AV).

 

Additamenta

L’inno è composto da 33 versi in memoria di Gesù Cristo Redentore;

in terzine, a lode della SS. Trinità.

L’ultima terzina è dedicata a Maria, Madre di Dio.

 

Come melitoto poggiato sulle labbra. 

Dai Santi Angeli custodi, all’aurora.

2 ottobre 2020. In Eremo.

 

______________________

Fonte

 

Bibliografia

 

Cristina di Lagopesole *

Flos Sanctorum

Peregrinatio per Annum

Volume II

Polistampa di Firenze per conto delle Edizioni Feeria, Comunità di  San Leolino, Firenze, 25 dicembre 2021

Pag. 357, 358 e 359.

 

* Poeta sacro, innografa, omileta, scrittrice di Filotee, esegeta ed ermeneuta delle Sacre Scritture e saggista.

 

 

 

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Le immagini fotografiche sono state realizzate da Michele Donato Grieco nell’antica Basilica di san Gerardo Maiella, a Materdomini di Caposele, nel corso dell’annuale pellegrinaggio che la comunità parrocchiale di Ruvo del Monte compie ogni terza domenica del mese d’ottobre, per la venerazione e la preghiera dinanzi la tomba del Santo patrono della Basilicata, delle mamme e dei bambini e quella del nostro concittadino venerabile Domenico Blasucci.

 

 

 

Domenica 23 ottobre 2011

Devoti del venerabile Domenico Blasucci in raccoglimento e preghiera dinanzi la sua tomba.

 

 

Il venerabile Domenico Blasucci lascia nel cuore di chi prega dinanzi la sua tomba

un grande seme di speranza e la certezza che, confidando in Dio, non si rimarrà mai delusi,

perché come scrive san Paolo apostolo, in una sua lettera,

«Tutto posso in colui che mi da la forza» (Fil 4,13).

 

 

 

Domenica 21 ottobre 2012

Devote del venerabile Domenico Blasucci in raccoglimento e preghiera dinanzi la sua tomba.

 

 

Le venerate spoglie mortali del venerabile Domenico Blasucci, dopo le ricognizioni canoniche eseguite il 24 luglio 1929 ed il 9 novembre 1996 nella casa religiosa di Materdomini di Caposele in provincia di Avellino, sono custodite nella navata sinistra dell’antica Basilica di san Gerardo Maiella a Materdomini di Caposele, a poca distanza da quelle del Santo ed in una nuova tomba monumentale accanto a quelle del venerabile Paolo Cafaro.

Il monumento funebre è stato inaugurato domenica 5 gennaio 2003, con una cerimonia religiosa semplice e suggestiva.

È composto da un paramento in granito nero fissato sul pavimento e sulla parete, largo 175 cm., alto 193 cm. e profondo 20 cm., sul quale è affissa una lapide in marmo di Carrara bianco in unico blocco a forma di pergamena, larga 125 cm., alta 105 cm. e profonda 15 cm.. All’interno della pergamena sono scolpiti, in bassorilievo, i busti del venerabile Domenico Blasucci e del venerabile Paolo Cafaro, al di sotto dei quali sono incisi i loro nomi con l’anno di nascita e di morte, evidenziati con il color oro. Tra i due Venerabili, al centro della pergamena e sempre in rilievo, sono scolpiti dei gigli, simbolo d’innocenza, purezza e castità, che prevalgono sui rami di spine del peccato avvolgendoli completamente (cfr. Ct 2,13).

L’opera scultorea è stata eseguita dall’artista Vincenzo Caputo di Villamaina, in provincia di Avellino, che ne ha fatto dono alla Comunità redentorista.

La scelta di tumulare i due Venerabili l’uno accanto all’altro e vicini alla tomba del Santo è scaturita dal fatto che il venerabile Domenico Blasucci con la sua preghiera al Signore ha risanato l’animo estremamente tormentato di san Gerardo Maiella, nella Comunità redentorista di Santa Maria della Consolazione a Deliceto, in provincia di Foggia, dove i due confratelli hanno trascorso insieme qualche mese; il venerabile Paolo Cafaro è stato il superiore sia del venerabile Domenico Blasucci che di san Gerardo Maiella, nella Comunità redentorista di Materdomini di Caposele, ed all’ipotesi di un trasferimento del giovane Blasucci verso un’altra Comunità s’oppose con fermezza affermando: “No, resti qui questa gioia di Paradiso!...”.

 

 

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Il pregevole dipinto ad olio su tela che raffigura il venerabile Domenico Blasucci è custodito da tempo immemorabile nella Chiesa Parrocchiale di Santa Maria Assunta a Ruvo del Monte, in provincia di Potenza, ubicata in piazza Mons. Giuseppe M. Ciampa (Arciprete). Non si conosce il nome dell’artista che ha realizzato l’opera pittorica e nemmeno il periodo della sua esecuzione. Il quadro, da sempre esposto nella sagrestia, in seguito al sisma del 23 novembre 1980 è stato collocato, fino al 14 agosto 1997, nel salone al piano terra dei locali di Ministero Pastorale, in viale della Repubblica n. 76, adibito a luogo provvisorio di culto dei fedeli; è stato ricollocato su una delle pareti della sagrestia dell’antico edificio sacro al termine dei lavori di consolidamento strutturale e restauro e dall’1 novembre 2009, Solennità di tutti i Santi e Vigilia del pio transito e della nascita in cielo del venerabile Domenico Blasucci, è stato affisso sul primo pilastro all’ingresso dell’aula liturgica.

È un punto di riferimento costante per i tanti devoti del giovane Santo redentorista che, pervasi dall’amore filiale, quotidianamente sostano raccolti in preghiera davanti al dipinto per invocare la sua intercessione presso Dio e per offrire i doni votivi. L’orazione, unita a ricorrenti doni, è l’espressione eloquente e straordinaria tanto della continuità storica della fama di santità del venerabile Domenico Blasucci quanto della genuina ed autentica devozione che il popolo di Dio nutre verso di lui.

In quest’immagine fotografica realizzata domenica 7 luglio 2013, XIV domenica del tempo ordinario dell’Anno C, da Vito Santoro di Ruvo del Monte, è visibile, da sinistra a destra, fra Savino Larocca, cappuccino, don Gerardo Gugliotta, parroco di Ruvo del Monte, mons. Rocco Talucci, arcivescovo emerito dell’Arcidiocesi di Brindisi–Ostuni, e Michele Donato Grieco, operatore pastorale laico di Ruvo del Monte. Il gruppo è stato fotografato dopo aver ringraziato il Signore per il dono dello Spirito Santo attraverso la preghiera d’intercessione al venerabile Domenico Blasucci, al termine della concelebrazione Eucaristica presieduta da mons. Rocco Talucci, nel corso della quale è stato amministrato il Sacramento della Santa Cresima a sette ragazzi.

 

 

 

Mons. Gianfranco Todisco, amministratore apostolico e già vescovo della Diocesi di Melfi–Rapolla–Venosa, ritratto da Giuseppe Santomenna sabato 13 maggio 2017 in una foto ricordo con il Parroco ed i fedeli di Ruvo del Monte, in provincia di Potenza, nella Chiesa Parrocchiale di Santa Maria Assunta, dopo aver pregato dinanzi al dipinto ad olio che raffigura il Venerabile. L’immagine fotografica è stata effettuata al termine della sua ultima Concelebrazione Eucaristica di commiato che ha presieduto, dopo aver compiuto la sua ultima visita alla Comunità Parrocchiale, in seguito alla rinuncia del governo pastorale della Diocesi e la ripresa del servizio missionario nell’Arcidiocesi di Tegucigalpa, in Honduras.

 

 

 

Don Gerardo Gugliotta, parroco di Ruvo del Monte in provincia di Potenza, ritratto da Giuseppe Santomenna martedì 23 maggio 2017 in una foto ricordo con i fedeli di Ruvo del Monte, in provincia di Potenza, nella Chiesa Parrocchiale di Santa Maria Assunta, al termine della Solenne Celebrazione Eucaristica in occasione del 111° anniversario della proclamazione a Venerabile di Domenico Blasucci con Decreto del papa san Pio X. Tutti fanno da ulteriore cornice al quadro con il nuovo ritratto del Venerabile a matita su cartoncino, realizzato dall’artista Konrad Perathoner di Santa Cristina–Val Gardena, in provincia di Bolzano, l’anno precedente e precisamente il 23 maggio 2016. L’opera è stata donata al curatore di questo sito web e presentata ufficialmente nel corso della solenne funzione liturgica ai fedeli della comunità parrocchiale, che hanno ricevuto anche in dono, dallo stesso curatore del sito web, un pieghevole sul quale è stata riprodotta la medesima immagine e sul quale sono state riportate due preghiere per il Venerabile.

 

 

 

Monsignor Ciro Fanelli, vescovo della Diocesi di Melfi–Rapolla–Venosa, ritratto da Giuseppe Santomenna domenica 10 dicembre 2017 in una foto ricordo con il Parroco ed i fedeli di Ruvo del Monte, in provincia di Potenza, nella Chiesa Parrocchiale di Santa Maria Assunta, dopo essersi raccolto devotamente in preghiera per qualche minuto dinanzi al dipinto ad olio che ritrae il Venerabile. L’immagine fotografica è stata realizzata al termine della sua prima Concelebrazione Eucaristica che ha presieduto, subito dopo la sua prima visita alla Comunità Parrocchiale.

 

 

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Al venerabile Domenico Blasucci

 

Hai percorso serenamente la strada verso l’Eterno,

candido fiore troppo presto reciso.

 

La mia mente vaga tra i tuoi scritti,

scruta la tua anima e scorge il tuo grande amore,

sublimato nel Signore.

 

Rifulgi adesso nella vita autentica,

angelico modello delle dilette virtù;

al cospetto dell’amata Vergine Maria,

tra i cori celesti degli Angeli e dei Santi,

con le mani protese verso Dio

invochi per noi la protezione, la grazia ed il perdono.

 

Ruvo del Monte, 24 settembre 2011.

 

Michele Donato Grieco

 

 

 

 

 

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