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Welcome – Willkommen – Bienvenidos – Bienvenue

 

Benvenuti nel sito web dedicato al venerabile Domenico Blasucci,

nato a Ruvo del Monte, in provincia di Potenza, il 5 marzo 1732,

Diocesi di Melfi–Rapolla–Venosa – Regione Basilicata–Italia,

morto a Materdomini di Caposele, in provincia di Avellino, il 2 novembre 1752,

Arcidiocesi di Sant’Angelo dei Lombardi–Conza–Nusco–Bisaccia – Regione Campania–Italia, 

proclamato Venerabile dal papa san Pio X con Decreto del 23 maggio 1906,

figlio spirituale di sant’Alfonso Maria De Liguori,

il Santo Fondatore della Congregazione del SS. Redentore, Vescovo,

Dottore della Chiesa, Patrono dei Confessori e dei Moralisti.

 

L’intento di queste pagine, che non hanno il fine di lucro,

è quello di far conoscere ed amare la vita, le opere, la spiritualità e le virtù cristiane

del giovane missionario redentorista,

con l’auspicio di preservare il suo ricordo ed offrire un tributo d’onore alla sua eroica santità.

 

Buona visione, lettura, ascolto e preghiera.

 

 

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Liturgia del giorno

Secondo il Rito Romano della Santa Chiesa Cattolica

 

«Erano perseveranti nell’insegnamento degli apostoli e nella comunione,

nello spezzare il pane e nelle preghiere» (At 2,42).

 

Sabato 5 dicembre 2020 – (I settimana del Tempo d’Avvento)

Grado della celebrazione: feria

Colore liturgico: viola

 

Antifona d’ingresso

Vieni, e fà risplendere il tuo volto su di noi, o Signore, che siedi nei cieli, e saremo salvi.

 

Colletta

O Dio, che hai mandato in questo mondo il tuo unico Figlio a liberare l'uomo della schiavitù del peccato, concedi a noi, che attendiamo con fede il dono del tuo amore, di raggiungere il premio della vera libertà.

Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio, e vive e regna con te, nell'unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli.

 

Prima lettura

Is 30,19-21.23-26 A un tuo grido di supplica il Signore ti farà grazia.

 

Dal libro del profeta Isaìa

 

Popolo di Sion, che abiti a Gerusalemme, tu non dovrai più piangere. A un tuo grido di supplica [il Signore] ti farà grazia; appena udrà, ti darà risposta. Anche se il Signore ti darà il pane dell’afflizione e l’acqua della tribolazione, non si terrà più nascosto il tuo maestro; i tuoi occhi vedranno il tuo maestro, i tuoi orecchi sentiranno questa parola dietro di te: «Questa è la strada, percorretela», caso mai andiate a destra o a sinistra. Allora egli concederà la pioggia per il seme che avrai seminato nel terreno, e anche il pane, prodotto della terra, sarà abbondante e sostanzioso; in quel giorno il tuo bestiame pascolerà su un vasto prato. I buoi e gli asini che lavorano la terra mangeranno biada saporita, ventilata con la pala e con il vaglio. Su ogni monte e su ogni colle elevato scorreranno canali e torrenti d’acqua nel giorno della grande strage, quando cadranno le torri. La luce della luna sarà come la luce del sole e la luce del sole sarà sette volte di più, come la luce di sette giorni, quando il Signore curerà la piaga del suo popolo e guarirà le lividure prodotte dalle sue percosse.

 

Parola di Dio

 

Salmo responsoriale

Dal salmo 146


R.: Beati coloro che aspettano il Signore.

 

È bello cantare inni al nostro Dio,
è dolce innalzare la lode.
Il Signore ricostruisce Gerusalemme,
raduna i dispersi d’Israele. R.

Risana i cuori affranti
e fascia le loro ferite.
Egli conta il numero delle stelle
e chiama ciascuna per nome. R.

Grande è il Signore nostro,
grande nella sua potenza;
la sua sapienza non si può calcolare.
Il Signore sostiene i poveri,
ma abbassa fino a terra i malvagi. R.

 

Acclamazione al Vangelo (Is 33,22)

Alleluia, alleluia.

Il Signore è nostro giudice, nostro legislatore, nostro re: egli ci salverà.

Alleluia.

 

Vangelo

Mt 9,35-10,1.6-8 Vedendo le folle, ne sentì compassione.

 

+ Dal Vangelo secondo Matteo

 

In quel tempo, Gesù percorreva tutte le città e i villaggi, insegnando nelle loro sinagoghe, annunciando il vangelo del Regno e guarendo ogni malattia e ogni infermità. Vedendo le folle, ne sentì compassione, perché erano stanche e sfinite come pecore che non hanno pastore. Allora disse ai suoi discepoli: «La messe è abbondante, ma sono pochi gli operai! Pregate dunque il signore della messe, perché mandi operai nella sua messe!». Chiamati a sé i suoi dodici discepoli, diede loro potere sugli spiriti impuri per scacciarli e guarire ogni malattia e ogni infermità. E li inviò ordinando loro: «Rivolgetevi alle pecore perdute della casa d’Israele. Strada facendo, predicate, dicendo che il regno dei cieli è vicino. Guarite gli infermi, risuscitate i morti, purificate i lebbrosi, scacciate i demòni. Gratuitamente avete ricevuto, gratuitamente date».

 

Parola del Signore

 

Preghiera dei fedeli

Secondo le intenzioni del Papa, dei Vescovi, dei Presbiteri e dei Diaconi.

Secondo i bisogni dell’umanità.

Secondo le proprie intenzioni.

 

Preghiera sulle offerte

Sempre si rinnovi, Signore, l’offerta di questo sacrificio, che attua il santo mistero da te istituito, e con la sua divina potenza renda efficace in noi l’opera della salvezza.

Per Cristo nostro Signore.

 

Oppure:

Benedici, Signore, i doni che ti offriamo e rinnova profondamente il nostro spirito perché, liberi dai fermenti del male, viviamo una vita nuova nella luce del Vangelo.

Per Cristo nostro Signore.

 

PREFAZIO DELL’AVVENTO I

La duplice venuta del Cristo

È veramente cosa buona e giusta, nostro dovere e fonte di salvezza, rendere grazie sempre e in ogni luogo a te, Signore, Padre santo, Dio onnipotente ed eterno, per Cristo nostro Signore. Al suo primo avvento nell’umiltà della nostra natura umana egli portò a compimento la promessa antica, e ci aprì la via dell’eterna salvezza. Verrà di nuovo nello splendore della gloria, e ci chiamerà a possedere il regno promesso che ora osiamo sperare vigilanti nell’attesa. E noi, uniti agli Angeli e alla moltitudine dei Cori celesti, cantiamo con gioia l’inno della tua lode: Santo...

 

Oppure:

PREFAZIO DELL’AVVENTO I/A

Cristo, Signore e giudice della storia

È veramente giusto renderti grazie e innalzare a te l’inno di benedizione e di lode, Padre onnipotente, principio e fine di tutte le cose. Tu ci hai nascosto il giorno e l’ora, in cui il Cristo tuo Figlio, Signore e giudice della storia, apparirà sulle nubi del cielo rivestito di potenza e splendore. In quel giorno tremendo e glorioso passerà il mondo presente e sorgeranno cieli nuovi e terra nuova. Ora egli viene incontro a noi in ogni uomo e in ogni tempo, perché lo accogliamo nella fede e testimoniamo nell’amore la beata speranza del suo regno. Nell’attesa del suo ultimo avvento, insieme agli angeli e ai santi, cantiamo unanimi l’inno della tua gloria: Santo...

 

Antifona alla comunione

Ecco, io verrò presto, dice il Signore, e porterò con me la ricompensa, per rendere a ciascuno secondo le sue opere. (Ap 22,12)

 

Oppure:

“Il regno dei cieli è vicino. Gratuitamente avete ricevuto, gratuitamente date”. (Mt 10,7.8)

 

Comunione spirituale

1 Gesù mio, io credo che sei realmente presente nel Santissimo Sacramento. Ti amo sopra ogni cosa e ti desidero nell’anima mia. Poiché ora non posso riceverti sacramentalmente, vieni almeno spiritualmente nel mio cuore. Come già venuto, io ti abbraccio e tutto mi unisco a te; non permettere che mi abbia mai a separare da te.

2 Eterno Padre, io ti offro il Sangue Preziosissimo di Gesù Cristo in sconto dei miei peccati, in suffragio delle anime del purgatorio e per i bisogni della Santa Chiesa. *

 

Preghiera dopo la comunione

O Dio, nostro Padre, la forza di questo sacramento ci liberi dal peccato e ci prepari alle feste del Natale.

Per Cristo nostro Signore.

 

Oppure:

O Dio, nostro Padre, che ci hai nutriti con il pane della vita, fa’ che ti onoriamo con fedele servizio e ci prodighiamo per il bene dei fratelli.

Per Cristo nostro Signore.

 

* 1 La prima parte di questa preghiera è stata scritta da sant’Alfonso Maria de Liguori, 2 mentre la seconda parte, non originale, è stata aggiunta in seguito, rispettando lo spirito del Santo. È lo stesso spirito che ha animato anche il venerabile Domenico Blasucci. Il giovane Venerabile, costantemente, desiderava placare il suo anelito damore verso il Signore: «Lanima mia ha sete di Dio, del Dio vivente» (Sal 42,3). Si sforzava di conformarsi a Gesù Cristo accogliendo il Suo invito «Rimanete in me e io in voi» (Gv 15,4) per unirsi a Lui in «un solo spirito» (Ef 4,4). A chiunque gli domandasse a cosa stesse pensando, spesso, ripeteva: “Penso al SS. Sacramento… Piango perché penso che ora il SS. Sacramento in tanti luoghi sta solo e senza la lampada”.

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Fonte, eccetto che per la Preghiera dei Fedeli e la Comunione Spirituale

 

Sitografia

 

Chiesa Cattolica Italiana – Sito web ufficiale della CEI Conferenza Episcopale Italiana

Via Circonvallazione Aurelia, n. 50 00165 Roma

 

Visualizza il Commento al Vangelo a cura di don Antonio Savone

Presbitero dell’Arcidiocesi di Potenza–Muro Lucano–Marsico Nuovo

 

 

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PARROCCHIA SANTA MARIA ASSUNTA
Ruvo del Monte (Potenza)

 

Eucaristia e  Domenico Blasucci

 

            La pubblicazione della Liturgia  del giorno sul Sito web dedicato al Venerabile Domenico Blasucci costituisce un valido strumento al fine di ricordare la spiritualità eucaristica del giovane studente incamminato per la vita religiosa e sacerdotale.

Dono della gratuità di Dio nell’ordine della natura e nell’ordine soprannaturale, Domenico Blasucci ha progressivamente corrisposto alla grazia di Dio.

Nella spiritualità del Venerabile troviamo, infatti, la ricerca continua di comunione, di vita vissuta con il Redentore, conosciuto ed amato nella famiglia d’origine, nella comunità di Ruvo, nella conoscenza dei numerosi sacerdoti e religiosi presenti nella parrocchia, nel Convento o qui  venuti per la predicazione e le missioni frequenti nel settecento.

            Fu educato da fanciullo nella famiglia alla vita religiosa, adolescente ascoltò dapprima i francescani, poi i Missionari di San Vincenzo De Paoli. Da giovane fece l’itinerario di formazione e di fede per le quattro comunità redentoriste allora esistenti, in cui addivenne alla Professione religiosa.

            Deciso e tenace nell’impegno di formazione spirituale, raggiunse livelli di crescita certamente non comuni, cogliendo ciò che vale, l’amore di Dio, portato sempre più in alto nella fedeltà alla preghiera, specialmente quella eucaristica.

            Dall’Eucaristia, in particolare, gli venne la forza di praticare la virtù dell’umiltà, il dominio di sé, il distacco da tutto il creato, il raccoglimento di spirito teso all’unione con Dio, la carità verso il prossimo, l’obbedienza, la mortificazione interna ed esterna, la mortificazione e la temperanza, la modestia e la purezza.

            Tutto ciò è documentato nelle testimonianze del suo tempo e nel Sommario dei processi.

            Si tramanda, in particolare, del tempo trascorso nel coro, vicino al tabernacolo, della tante visite al SS. Sacramento: l’Eucaristia rappresenta il cuore della vita del Venerabile.

La lettura quotidiana della Liturgia del giorno, accompagnata dal silenzio, dalla meditazione e dalla preghiera, sia per ciascuno il buon nutrimento dell’anima, come lo fu per il venerabile Domenico Blasucci.

L’esempio della sua vita infondi in noi la forza della fede e dell’amore e la sua intercessione presso Dio ci preservi dalle avversità, ci accompagni e ci protegga nel nostro cammino quotidiano.

 

Ruvo del Monte, 24 novembre 2013

Solennità di Nostro Signore Gesù Cristo Re dell’Universo e chiusura dell’Anno della Fede

 

Il Parroco

Sac. don Gerardo Gugliotta

 

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Il venerabile Domenico Blasucci

raffigurato in una delle sue frequenti adorazioni del Santissimo Sacramento.

Limmagine è affrescata nella volta a botte

della Chiesa monumentale di SantAlfonso e SantAntonio a Tarsia a Napoli,

già Chiesa dello Spirito Santo,

edificata nel 1550 nellomonima piazzetta del centro storico cittadino.

 

 

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PARROCCHIA SANTA MARIA ASSUNTA
Ruvo del Monte (Potenza)

 

Omelia per la Solennità dell’Ascensione

e per la Solenne Memoria della Proclamazione a “Venerabile” di Domenico Blasucci

Ruvo del Monte – Chiesa Parrocchiale di Santa Maria Assunta

Sabato 23 maggio 2020 – ore 18:00

 

Celebriamo la Solennità dell’Ascensione. Cristo, dinanzi ai discepoli, ascende al cielo per ritornare dal Padre. Con l’Ascensione inizia la missione evangelizzatrice e di salvezza degli uomini di tutti i tempi secondo l’invito di Gesù: “Andate e fate discepoli tutti i popoli, battezzandoli nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo, insegnando loro a osservare tutto ciò che vi ho comandato”. È sempre Gesù che ci rassicura della forza dello Spirito Santo e della Sua costante presenza accanto a noi come ci ha ricordato Matteo nel Vangelo di questa Messa Vespertina: “io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo”. Il vero insegnamento lo si dà nella misura in cui si crede e si vive in prima persona ciò che si vuole annunciare agli altri, attraverso la testimonianza. Ecco allora che appare ancora più bella e intensa anche la celebrazione della Solenne Memoria della Proclamazione a “Venerabile” del nostro concittadino Domenico Blasucci, avvenuta con Decreto di Papa Pio X oggi Santo, che per il decimo anno consecutivo è stata adeguatamente preparata dal Triduo di preghiere e riflessioni nei giorni 20, 21 e 22 maggio scorsi.

Abbiamo tutti temuto che quest’anno tali ricorrenze non potessero essere celebrate pubblicamente in questa nostra Chiesa Parrocchiale, luogo in cui il Venerabile ha ricevuto il Battesimo ed ha iniziato la sua vita cristiana, a causa delle disposizioni Vescovili e Governative per il contrasto ed il contenimento del diffondersi del Covid–19. Avrei comunque assicurato, da solo, le liturgie di sempre, ma non per questo meno intense: Lodi mattutine, Preghiera del Santo Rosario e delle Litanie Lauretane, Celebrazione Eucaristica, Preghiera per la glorificazione, benedizione ed inno. Pur trovandomi da solo, mi sarei sentito circondato dalla partecipazione numerosa di voi fedeli, vicini e lontani, che come sempre avreste seguito la Liturgia del Giorno e quella del Triduo, con l’apposito sussidio, servendovi del ricco sito web www.domenicoblasucci.it dedicato al Venerabile. L’inattesa emergenza sanitaria mondiale ci ha imposto misure di restrizione prima e precauzionali dopo per tutelare la salute di tutti come potete vedere e, così, in base alla capienza dei posti a sedere nella Chiesa, nel rispetto delle distanze di sicurezza e senza creare assembramenti, siamo felicemente qui.

Celebrare con amore e devozione il nostro Venerabile Domenico Blasucci non significa soltanto onorarlo, ma significa anche guardare alla sua ricca e preziosa testimonianza di vita cristiana, alle sue alte virtù. Significa accogliere il suo meraviglioso messaggio, custodirlo e renderlo attuale nella nostra vita, rendendo viva la sua memoria e la sua presenza. La vita di Domenico, favorita da magnifiche grazie, segni dell’amore di Dio che radica la nostra vita nel mistero della salvezza, è stata tutta “un canto nuovo al Signore”, un canto di lode e di ringraziamento.

Dopo qualche mese dalla nascita rischia di morire, ma miracolosamente il neonato si salva. Da bambino, a tre anni, rimase orfano di padre e fu educato dalla madre. Nei giochi di quartiere, fuggiva dai compagni cattivi. Sin dalla prima infanzia, è stato attratto dai luoghi di culto. Amava disegnare l’Ostia, modellare le statue dei Santi, preparare gli altarini ed imitare i riti religiosi, coinvolgendo i suoi amichetti con cui era tanto generoso. Tutti ne restavano stupefatti: vicini, amici e parenti che accorrevano ad osservarlo ammirati. Da fanciullo, non con pochi sacrifici, si prodigava con zelo nel lavoro agricolo e compiva gli studi, insieme a due fratelli e a due cugini, distinguendosi per intelligenza e profitto. A queste mansioni alterna austere penitenze e fervide preghiere. Sempre composto ed ordinato, serviva la Messa tutte le mattine. Si raccoglieva a lungo in preghiera davanti al tabernacolo per adorare il SS. Sacramento e davanti la statua della Madonna che, con tenera devozione, venerava intensamente; la statua è quella dell’Immacolata, in legno, che abbiamo in questa Chiesa nella nicchia in prossimità del presbiterio e che era alla Chiesa del convento. Praticava costantemente la confessione e la comunione. Leggeva sempre i libri spirituali. Ascoltava con molta attenzione le omelie dei tanti sacerdoti e religiosi presenti a Ruvo in quel tempo e di quelli che vi giungevano per le predicazioni. Era solito frequentare la Chiesa di Sant’Antonio, amministrata dai francescani. All’età di quindici anni desiderava ardentemente abbracciare il mondo religioso entrando nei conventuali minori, ma non gli fu possibile a causa dell’opposizione della sua famiglia. La stessa cosa accadde l’anno successivo con i padri vincenziani: non disponeva di denaro sufficiente da offrire in dote per la propria formazione e doveva contribuire a produrre il reddito per i congiunti. Anche quando intendeva seguire i padri della Congregazione del SS. Redentore dovette affrontare le stesse difficoltà, ma “il suo cuore non fu mai turbato perché era stretto a Cristo, pietra viva!”. La sconfinata fiducia nella Divina Provvidenza e nella Vergine Immacolata ripagarono la sua determinazione e la sua fermezza all’età di sedici anni e mezzo. La “sua partenza da Ruvo fu come un grave lutto per la famiglia” e come una possente privazione per l’intera comunità. È stata però come “la manna dal cielo” per i redentoristi dove, con tanta modestia e umiltà, rispettò rigorosamente la regola e l’obbedienza ai superiori nei quali ravvisava la volontà di Dio. Instaurò degli ottimi ed armoniosi rapporti di condivisione e di cooperazione con i compagni di studio e frequentò con mansuetudine, perseveranza e temperanza il noviziato, conformandosi progressivamente a Gesù Cristo povero e crocifisso e al Suo Vangelo, raggiungendo una perfezione non comune. Riguardo a questo periodo, di lui fu scritto che “fu come sole fra le stelle, eclissò tutti”, nonostante un terribile male stesse minando il suo già gracile fisico. Dopo aver fatto la professione dei voti, si formava per il sacerdozio e si recava in missione con i padri, dove svolgeva con singolare sinergia le commissioni domestiche e insegnava il catechismo ai bambini. Come “sentinella di speranza e di carità misericordiosa”, era sempre disponibile all’accoglienza, all’ascolto, al confronto e all’aiuto di tutti, specialmente dei sofferenti nel corpo, nell’anima e nello spirito, riconoscendo nel volto di questi ultimi quello del suo amatissimo Signore. Consapevole dei propri limiti, non esitò a “gettare le reti” confidando, come Pietro, “sulla parola di Cristo”; ottenne riconciliazioni e vocazioni, come quella del fratello maggiore Pietro Paolo che gli fece affermare “Ora muoio contento”, contribuendo ad edificare il corpo mistico di Cristo che è la Chiesa. Questi suoi diversi ruoli erano sempre scanditi dalla preghiera, dalla contemplazione e dalla mortificazione, totalmente immerso in Dio. Furono tanti i suoi contemporanei che attestarono: “Tutta la vita del Venerabile Domenico Blasucci fu una continua orazione e comunicazione con Dio, anzi una continua estasi”. Fu definito “un ragazzo colmo di Spirito Santo e di carismi e un timorato di Dio”. Di quest’ultimo periodo della sua breve ed intensa vita, terminata a poco più di venti anni e mezzo, colpisce l’assoluta serenità con cui affrontava le atroci sofferenze della tisi, che lo condurrà alla “morte preziosa dei giusti”, dopo “aver combattuto la buona battaglia”, perché accettò serenamente i suoi patimenti e li offrì al Signore per la redenzione umana e per il bene della Chiesa. Aveva scritto su un biglietto posto sul suo comodino accanto al suo letto: “Volontà di Dio! Dio mio, fatemi adempiere in tutto la Vostra Volontà!”.

La fama di santità che l’ha accompagnato per tutta la vita, che è cresciuta e che si è diffusa ancora di più dopo la sua morte è giunta fino ai nostri giorni, dopo oltre due secoli e mezzo, impreziosita da innumerevoli prodigi. Il suo ultimo superiore e direttore spirituale, che di lui vivente aveva detto che era una “gioia di Paradiso”, ebbe a scrivere dopo la morte che “era un santo che potevasi vivo canonizzare, come l’ho asserito io più volte”, giudizio unanimamente condiviso dai suoi conoscenti e confratelli. In tutte le case e chiese redentoriste sparse nel mondo sono diffuse diverse sue immagini simili alla tela che abbiamo in fondo a questa Chiesa, che raccoglie le preghiere di tanti devoti e le offerte di piante, fiori e lumini, e sono diverse le intitolazioni a lui dedicate di gruppi e di luoghi. La vicenda terrena del Blasucci è una bella storia di speranza certa, di carità perfetta, di lotta ferma e di gloriosa vittoria per le tante prove della vita che ha affrontato e che hanno trovato “vanto solo nella croce di nostro Signore Gesù Cristo, che ha rivelato le cose del Padre ai piccoli”. È una storia di grazia, offerta per il suo Creatore e Signore e per il suo prossimo, avendo dedicato a loro la mente, il cuore, la pazienza e la sofferenza. È la storia dell’incontro dell’uomo con Cristo. Il nostro Venerabile appartiene alla storia dell’umanità e alla storia della Chiesa, perché costituisce un esempio retto ed un modello luminoso di adesione e fedeltà perfetta a Dio e ai Suoi più nobili valori. Accostiamoci sempre di più a questa straordinaria figura di santità. Riscopriamo il Venerabile sia come fulgido modello che come benevole mediatore di grazie, di miracoli, presso Dio, confidando sempre nella sua prodigiosa protezione.

Nella settimana in cui, dopo oltre due mesi, con tanta gioia abbiamo ripreso gradualmente le celebrazioni liturgiche con il popolo, secondo le nuove misure sanitarie indicate dal Protocollo d’intesa tra la Presidenza del Consiglio dei Ministri e la Conferenza Episcopale Italiana, questa ricorrenza che stiamo celebrando è un bellissimo segno di speranza e di rinascita per tutti noi. Il nostro “Giovane angelico”, per usare la definizione di papa Pio X del 23 maggio 1906, ci insegna che la lealtà al Signore premia sempre e dona tanta forza e serenità nelle prove della vita: “Se chiederete qualche cosa al Padre nel mio nome, egli ve la darà”. Il Venerabile Domenico Blasucci interceda sempre amorevolmente per noi suoi concittadini perché, nel nostro tempo di prova, possiamo essere testimoni coraggiosi di Cristo e con la nostra fede operosa rendere una rinnovata bellezza alla vita, colma di gioia e di speranza, doni del Signore Risorto agli uomini di buona volontà.

 

Il Parroco

Sac. don Gerardo Gugliotta

 

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Le immagini fotografiche sono state realizzate nell’antica Basilica di san Gerardo Maiella, a Materdomini di Caposele, nel corso dell’annuale pellegrinaggio che la comunità parrocchiale di Ruvo del Monte compie ogni terza domenica del mese d’ottobre, per la venerazione e la preghiera dinanzi la tomba del Santo patrono della Basilicata, delle mamme e dei bambini e quella del nostro concittadino venerabile Domenico Blasucci.

 

 

 

Domenica 23 ottobre 2011

Devoti del venerabile Domenico Blasucci in raccoglimento e preghiera dinanzi la sua tomba.

 

 

Il venerabile Domenico Blasucci lascia nel cuore di chi prega dinanzi la sua tomba

un grande seme di speranza e la certezza che, confidando in Dio, non si rimarrà mai delusi,

perché come scrive san Paolo apostolo, in una sua lettera,

«Tutto posso in colui che mi da la forza» (Fil 4,13).

 

 

 

Domenica 21 ottobre 2012

Devote del venerabile Domenico Blasucci in raccoglimento e preghiera dinanzi la sua tomba.

 

 

Le venerate spoglie mortali del venerabile Domenico Blasucci, dopo le ricognizioni canoniche eseguite il 24 luglio 1929 ed il 9 novembre 1996 nella casa religiosa di Materdomini di Caposele in provincia di Avellino, sono custodite nella navata sinistra dell’antica Basilica di san Gerardo Maiella a Materdomini di Caposele, a poca distanza da quelle del Santo ed in una nuova tomba monumentale accanto a quelle del venerabile Paolo Cafaro.

Il monumento funebre è stato inaugurato domenica 5 gennaio 2003, con una cerimonia religiosa semplice e suggestiva.

È composto da un paramento in granito nero fissato sul pavimento e sulla parete, largo 175 cm., alto 193 cm. e profondo 20 cm., sul quale è affissa una lapide in marmo di Carrara bianco in unico blocco a forma di pergamena, larga 125 cm., alta 105 cm. e profonda 15 cm.. All’interno della pergamena sono scolpiti, in bassorilievo, i busti del venerabile Domenico Blasucci e del venerabile Paolo Cafaro, al di sotto dei quali sono incisi i loro nomi con l’anno di nascita e di morte, evidenziati con il color oro. Tra i due Venerabili, al centro della pergamena e sempre in rilievo, sono scolpiti dei gigli, simbolo d’innocenza, purezza e castità, che prevalgono sui rami di spine del peccato avvolgendoli completamente (cfr. Ct 2,13).

L’opera scultorea è stata eseguita dall’artista Vincenzo Caputo di Villamaina, in provincia di Avellino, che ne ha fatto dono alla Comunità redentorista.

La scelta di tumulare i due Venerabili l’uno accanto all’altro e vicini alla tomba del Santo è scaturita dal fatto che il venerabile Domenico Blasucci con la sua preghiera al Signore ha risanato l’animo estremamente tormentato di san Gerardo Maiella, nella Comunità redentorista di Santa Maria della Consolazione a Deliceto, in provincia di Foggia, dove i due confratelli hanno trascorso insieme qualche mese; il venerabile Paolo Cafaro è stato il superiore sia del venerabile Domenico Blasucci che di san Gerardo Maiella, nella Comunità redentorista di Materdomini di Caposele, ed all’ipotesi di un trasferimento del giovane Blasucci verso un’altra Comunità s’oppose con fermezza affermando: “No, resti qui questa gioia di Paradiso!...”.

 

 

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Il pregevole dipinto ad olio su tela che raffigura il venerabile Domenico Blasucci è custodito da tempo immemorabile nella Chiesa Parrocchiale di Santa Maria Assunta a Ruvo del Monte, in provincia di Potenza, ubicata in piazza Mons. Giuseppe M. Ciampa (Arciprete). Non si conosce il nome dell’artista che ha realizzato l’opera pittorica e nemmeno il periodo della sua esecuzione. Il quadro, da sempre esposto nella sagrestia, in seguito al sisma del 23 novembre 1980 è stato collocato, fino al 14 agosto 1997, nel salone al piano terra dei locali di Ministero, in viale della Repubblica n. 76, adibito a luogo provvisorio di culto dei fedeli; ricollocato su una delle pareti della sagrestia dell’antico edificio sacro, al termine dei lavori di consolidamento strutturale e restauro, è stato affisso sul primo pilastro all’ingresso dell’aula liturgica dall’1 novembre 2009, Solennità di tutti i Santi e Vigilia del pio transito del venerabile Domenico Blasucci.

È un punto di riferimento costante per i tanti devoti del giovane Santo redentorista che, pervasi dall’amore filiale, quotidianamente sostano raccolti in preghiera davanti al dipinto per invocare la sua intercessione presso Dio e per offrire i doni votivi. L’orazione, unita a ricorrenti doni, è l’espressione eloquente e straordinaria tanto della continuità storica della fama di santità del venerabile Domenico Blasucci quanto della genuina ed autentica devozione che il popolo di Dio nutre verso di lui.

In quest’immagine fotografica realizzata domenica 7 luglio 2013, XIV domenica del tempo ordinario dell’Anno C, da Vito Santoro di Ruvo del Monte, è visibile, da sinistra a destra, fra Savino Larocca, cappuccino, don Gerardo Gugliotta, parroco di Ruvo del Monte, mons. Rocco Talucci, arcivescovo emerito dell’Arcidiocesi di Brindisi–Ostuni, e Michele Donato Grieco, operatore pastorale laico di Ruvo del Monte. Il gruppo è stato fotografato dopo aver ringraziato il Signore per il dono dello Spirito Santo attraverso la preghiera d’intercessione al venerabile Domenico Blasucci, al termine della concelebrazione Eucaristica presieduta da mons. Rocco Talucci, nel corso della quale è stato amministrato il Sacramento della Santa Cresima a sette ragazzi.

 

 

 

Mons. Gianfranco Todisco, amministratore apostolico e già vescovo della Diocesi di Melfi–Rapolla–Venosa, ritratto da Giuseppe Santomenna sabato 13 maggio 2017 in una foto ricordo con il Parroco ed i fedeli di Ruvo del Monte, in provincia di Potenza, nella Chiesa Parrocchiale di Santa Maria Assunta, dopo aver pregato dinanzi al dipinto ad olio che raffigura il Venerabile. L’immagine fotografica è stata effettuata al termine della sua ultima Concelebrazione Eucaristica di commiato che ha presieduto, dopo aver compiuto la sua ultima visita alla Comunità Parrocchiale, in seguito alla rinuncia del governo pastorale della Diocesi e la ripresa del servizio missionario nell’Arcidiocesi di Tegucigalpa, in Honduras.

 

 

 

Don Gerardo Gugliotta, parroco di Ruvo del Monte in provincia di Potenza, ritratto da Giuseppe Santomenna martedì 23 maggio 2017 in una foto ricordo con i fedeli di Ruvo del Monte, in provincia di Potenza, nella Chiesa Parrocchiale di Santa Maria Assunta, al termine della Solenne Celebrazione Eucaristica in occasione del 111° anniversario della proclamazione a Venerabile di Domenico Blasucci con Decreto del papa san Pio X. Tutti fanno da ulteriore cornice al quadro con il nuovo ritratto del Venerabile a matita su cartoncino, realizzato dall’artista Konrad Perathoner di Santa Cristina–Val Gardena, in provincia di Bolzano, l’anno precedente e precisamente il 23 maggio 2016. L’opera è stata donata al curatore di questo sito web e presentata ufficialmente nel corso della solenne funzione liturgica ai fedeli della comunità parrocchiale, che hanno ricevuto anche in dono, dallo stesso curatore del sito web, un pieghevole sul quale è stata riprodotta la medesima immagine e sul quale sono state riportate due preghiere per il Venerabile.

 

 

 

Monsignor Ciro Fanelli, vescovo della Diocesi di Melfi–Rapolla–Venosa, ritratto da Giuseppe Santomenna domenica 10 dicembre 2017 in una foto ricordo con il Parroco ed i fedeli di Ruvo del Monte, in provincia di Potenza, nella Chiesa Parrocchiale di Santa Maria Assunta, dopo essersi raccolto devotamente in preghiera per qualche minuto dinanzi al dipinto ad olio che ritrae il Venerabile. L’immagine fotografica è stata realizzata al termine della sua prima Concelebrazione Eucaristica che ha presieduto, subito dopo la sua prima visita alla Comunità Parrocchiale.

 

 

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Al venerabile Domenico Blasucci

 

Hai percorso serenamente la strada verso l’Eterno,

candido fiore troppo presto reciso.

 

La mia mente vaga tra i tuoi scritti,

scruta la tua anima e scorge il tuo grande amore,

sublimato nel Signore.

 

Rifulgi adesso nella vita autentica,

angelico modello delle dilette virtù;

al cospetto dell’amata Vergine Maria,

tra i cori celesti degli Angeli e dei Santi,

con le mani protese verso Dio

invochi per noi la protezione, la grazia ed il perdono.

 

Ruvo del Monte, 24 settembre 2011.

 

Michele Donato Grieco

 

 

 

 

 

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