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Welcome – Willkommen – Bienvenidos – Bienvenue

 

Benvenuti nel sito web dedicato al venerabile Domenico Blasucci,

nato a Ruvo del Monte, in provincia di Potenza, il 5 marzo 1732,

Diocesi di Melfi–Rapolla–Venosa – Regione Basilicata–Italia,

morto a Materdomini di Caposele, in provincia di Avellino, il 2 novembre 1752,

Arcidiocesi di Sant’Angelo dei Lombardi–Conza–Nusco–Bisaccia – Regione Campania–Italia, 

proclamato Venerabile dal papa san Pio X con Decreto del 23 maggio 1906,

figlio spirituale di sant’Alfonso Maria De Liguori,

il Santo Fondatore della Congregazione del SS. Redentore, Vescovo,

Dottore della Chiesa, Patrono dei Confessori e dei Moralisti!

 

L’intento di queste pagine, che non hanno fine di lucro,

è quello di far conoscere ed amare sempre di più la vita,

le opere e la spiritualità del giovane missionario redentorista,

con l’auspicio d’offrire un tributo d’onore alla sua eroica santità.

 

Buona visione, lettura, ascolto e preghiera.

 

 

Santa Pasqua di Risurrezione del Signore 2018

 

«Cristo, mia speranza, è risorto» (cfr. Sequenza pasquale).

 

Gesù Cristo Redentore, che ha vinto le tenebre del peccato e della morte, colmi di pace i nostri giorni e ci doni in abbondanza il fermento rinnovatore della giustizia e della pace.

 

La testimonianza di vita cristiana dell’adorato venerabile Domenico Blasucci incoraggi e nutra sempre le nostre azioni.

 

Buona Pasqua.

 

 

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Liturgia del giorno

Secondo il Rito Romano della Santa Chiesa Cattolica

 

Giovedì 19 aprile 2018 – (III settimana di Pasqua)

Grado della celebrazione: feria

Colore liturgico: bianco

 

Antifona d’ingresso

Cantiamo al Signore: è grande la sua gloria. Mia forza e mio canto è il Signore, egli è stato la mia salvezza. Alleluia. (Es 15,1-2)

 

Colletta

O Dio, che in questi giorni pasquali ci hai rivelato la grandezza del tuo amore, fa’ che accogliamo pienamente il tuo dono, perché, liberi da ogni errore, aderiamo sempre più alla tua parola di verità. 

Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio, e vive e regna con te, nell'unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli.

 

Prima lettura

At 8,26-40 Ecco, qui c’è dell’acqua; che cosa impedisce che io sia battezzato?

 

Dagli Atti degli Apostoli

 

In quei giorni, un angelo del Signore parlò a Filippo e disse: «Àlzati e va’ verso il mezzogiorno, sulla strada che scende da Gerusalemme a Gaza; essa è deserta». Egli si alzò e si mise in cammino, quand’ecco un Etíope, eunùco, funzionario di Candàce, regina di Etiòpia, amministratore di tutti i suoi tesori, che era venuto per il culto a Gerusalemme, stava ritornando, seduto sul suo carro, e leggeva il profeta Isaìa. Disse allora lo Spirito a Filippo: «Va’ avanti e accòstati a quel carro». Filippo corse innanzi e, udito che leggeva il profeta Isaìa, gli disse: «Capisci quello che stai leggendo?». Egli rispose: «E come potrei capire, se nessuno mi guida?». E invitò Filippo a salire e a sedere accanto a lui. Il passo della Scrittura che stava leggendo era questo:“Come una pecora egli fu condotto al macello e come un agnello senza voce innanzi a chi lo tosa, così egli non apre la sua bocca. Nella sua umiliazione il giudizio gli è stato negato, la sua discendenza chi potrà descriverla? Poiché è stata recisa dalla terra la sua vita”. Rivolgendosi a Filippo, l’eunùco disse: «Ti prego, di quale persona il profeta dice questo? Di se stesso o di qualcun altro?». Filippo, prendendo la parola e partendo da quel passo della Scrittura, annunciò a lui Gesù. Proseguendo lungo la strada, giunsero dove c’era dell’acqua e l’eunùco disse: «Ecco, qui c’è dell’acqua; che cosa impedisce che io sia battezzato?». Fece fermare il carro e scesero tutti e due nell’acqua, Filippo e l’eunùco, ed egli lo battezzò. Quando risalirono dall’acqua, lo Spirito del Signore rapì Filippo e l’eunùco non lo vide più; e, pieno di gioia, proseguiva la sua strada. Filippo invece si trovò ad Azoto ed evangelizzava tutte le città che attraversava, finché giunse a Cesarèa.

 

Parola di Dio

 

Salmo responsoriale

Dal Salmo 65

 

R.: Acclamate Dio, voi tutti della terra.

 

Popoli, benedite il nostro Dio,
fate risuonare la voce della sua lode;
è lui che ci mantiene fra i viventi
e non ha lasciato vacillare i nostri piedi. R.

Venite, ascoltate, voi tutti che temete Dio,
e narrerò quanto per me ha fatto.
A lui gridai con la mia bocca,
lo esaltai con la mia lingua. R.

Sia benedetto Dio,
che non ha respinto la mia preghiera,
non mi ha negato la sua misericordia. R.

 

Acclamazione al Vangelo (Gv 6,51)

Alleluia, alleluia.

Io sono il pane vivo, disceso dal cielo, dice il Signore. Se uno mangia di questo pane vivrà in eterno.

Alleluia.

 

Vangelo

Gv 6,44-51 Io sono il pane vivo, disceso dal cielo.

 

+ Dal Vangelo secondo Giovanni

 

In quel tempo, disse Gesù alla folla: «Nessuno può venire a me, se non lo attira il Padre che mi ha mandato; e io lo risusciterò nell’ultimo giorno. Sta scritto nei profeti: “E tutti saranno istruiti da Dio”. Chiunque ha ascoltato il Padre e ha imparato da lui, viene a me. Non perché qualcuno abbia visto il Padre; solo colui che viene da Dio ha visto il Padre. In verità, in verità io vi dico: chi crede ha la vita eterna. Io sono il pane della vita. I vostri padri hanno mangiato la manna nel deserto e sono morti; questo è il pane che discende dal cielo, perché chi ne mangia non muoia. Io sono il pane vivo, disceso dal cielo. Se uno mangia di questo pane vivrà in eterno e il pane che io darò è la mia carne per la vita del mondo».

 

Parola del Signore

 

Preghiera dei fedeli

Secondo le intenzioni del Papa, dei Vescovi, dei Presbiteri e dei Diaconi.

Secondo i bisogni dell’umanità.

Secondo le proprie intenzioni.

 

Preghiera sulle offerte

O Dio, che in questo misterioso scambio di doni ci fai partecipare alla comunione con te, unico e sommo bene, concedi che la luce della tua verità sia testimoniata dalla nostra vita. 

Per Cristo nostro Signore. 

 

Oppure: 

Accogli, Padre santo, il nostro sacrificio, in cui ti offriamo l’Agnello senza macchia e donaci di pregustare la gioia della Pasqua eterna. 

Per Cristo nostro Signore.

 

PREFAZIO PASQUALE III 

Cristo sempre vive e intercede per noi 

È veramente cosa buona e giusta, nostro dovere e fonte di salvezza, proclamare sempre la tua gloria, o Signore, e soprattutto esaltarti in questo tempo nel quale Cristo, nostra Pasqua, si è immolato. Egli continua a offrirsi per noi e intercede come nostro avvocato: sacrificato sulla croce più non muore, e con i segni della passione vive immortale. Per questo mistero, nella pienezza della gioia pasquale, l’umanità esulta su tutta la terra, e con l’assemblea degli angeli e dei santi canta l’inno della tua gloria: Santo...

 

Antifona alla comunione

Per tutti Cristo è morto, perché quelli che vivono, non per se stessi vivano, ma per lui, che per essi è morto ed è risorto. Alleluia. (2Cor 5,15) 

 

Oppure: 

“Io sono il pane della vita. Chi mangia di questo pane vivrà in eterno”. Alleluia. (Gv 6,48.51)

 

Preghiera dopo la comunione

Assisti il tuo popolo, Dio onnipotente, e poiché lo hai colmato della grazia di questi santi misteri, donagli di passare dalla nativa fragilità umana alla vita nuova nel Cristo risorto. 

Egli vive e regna nei secoli dei secoli. 

 

Oppure: 

Per questa comunione al tuo sacrificio donaci, Signore, un servizio perseverante nella tua volontà, perché cerchiamo con tutte le forze il regno dei cieli e annunziamo al mondo il tuo amore. 

Per Cristo nostro Signore.

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Fonte

Chiesa Cattolica Italiana – Sito web ufficiale della CEI Conferenza Episcopale Italiana

Via Circonvallazione Aurelia, n. 50 00165 Roma

 

Visualizza il Commento al Vangelo a cura di don Antonio Savone

 

 

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PARROCCHIA SANTA MARIA ASSUNTA
Ruvo del Monte (Potenza)

 

Eucaristia e  Domenico Blasucci

 

            La pubblicazione della Liturgia  del giorno sul Sito web dedicato al Venerabile Domenico Blasucci costituisce un valido strumento al fine di ricordare la spiritualità eucaristica del giovane studente incamminato per la vita religiosa e sacerdotale.

Dono della gratuità di Dio nell’ordine della natura e nell’ordine soprannaturale, Domenico Blasucci ha progressivamente corrisposto alla grazia di Dio.

Nella spiritualità del Venerabile troviamo, infatti, la ricerca continua di comunione, di vita vissuta con il Redentore, conosciuto ed amato nella famiglia d’origine, nella comunità di Ruvo, nella conoscenza dei numerosi sacerdoti e religiosi presenti nella parrocchia, nel Convento o qui  venuti per la predicazione e le missioni frequenti nel settecento.

            Fu educato da fanciullo nella famiglia alla vita religiosa, adolescente ascoltò dapprima i francescani, poi i Missionari di San Vincenzo De Paoli. Da giovane fece l’itinerario di formazione e di fede per le quattro comunità redentoriste allora esistenti, in cui addivenne alla Professione religiosa.

            Deciso e tenace nell’impegno di formazione spirituale, raggiunse livelli di crescita certamente non comuni, cogliendo ciò che vale, l’amore di Dio, portato sempre più in alto nella fedeltà alla preghiera, specialmente quella eucaristica.

            Dall’Eucaristia, in particolare, gli venne la forza di praticare la virtù dell’umiltà, il dominio di sé, il distacco da tutto il creato, il raccoglimento di spirito teso all’unione con Dio, la carità verso il prossimo, l’obbedienza, la mortificazione interna ed esterna, la mortificazione e la temperanza, la modestia e la purezza.

            Tutto ciò è documentato nelle testimonianze del suo tempo e nel Sommario dei processi.

            Si tramanda, in particolare, del tempo trascorso nel coro, vicino al tabernacolo, della tante visite al SS. Sacramento: l’Eucaristia rappresenta il cuore della vita del Venerabile.

La lettura quotidiana della Liturgia del giorno, accompagnata dal silenzio, dalla meditazione e dalla preghiera, sia per ciascuno il buon nutrimento dell’anima, come lo fu per il venerabile Domenico Blasucci.

L’esempio della sua vita infondi in noi la forza della fede e dell’amore e la sua intercessione presso Dio ci preservi dalle avversità, ci accompagni e ci protegga nel nostro cammino quotidiano.

 

Ruvo del Monte, 24 novembre 2013

Solennità di Nostro Signore Gesù Cristo Re dell’Universo e chiusura dell’Anno della Fede

 

                                                                                                                        Il Parroco

Sac. don Gerardo Gugliotta

 

Visualizza il Documento originale in formato pdf

 

 

Il venerabile Domenico Blasucci

raffigurato in una delle sue frequenti adorazioni del Santissimo Sacramento.

Limmagine è affrescata nella volta a botte

della Chiesa monumentale di SantAlfonso e SantAntonio a Tarsia a Napoli,

già Chiesa dello Spirito Santo,

edificata nel 1550 nellomonima piazzetta del centro storico cittadino.

 

 

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Le immagini fotografiche sono state realizzate nella Basilica di san Gerardo Maiella, a Materdomini di Caposele, nel corso dell’annuale pellegrinaggio che la comunità parrocchiale di Ruvo del Monte compie ogni terza domenica del mese d’ottobre, per la venerazione e la preghiera dinanzi la tomba del Santo patrono della Basilicata, delle mamme e dei bambini e quella del nostro concittadino venerabile Domenico Blasucci.

 

 

 

Domenica 23 ottobre 2011

Devoti del venerabile Domenico Blasucci in raccoglimento e preghiera dinanzi la sua tomba.

 

 

Il venerabile Domenico Blasucci lascia nel cuore di chi prega dinanzi la sua tomba

un grande seme di speranza e la certezza che, confidando in Dio, non si rimarrà mai delusi,

perché come scrive san Paolo apostolo, in una sua lettera,

“Tutto posso in colui che mi da la forza” (Fil 4,13).

 

 

 

Domenica 21 ottobre 2012

Devoti del venerabile Domenico Blasucci in raccoglimento e preghiera dinanzi la sua tomba.

 

 

Le venerate spoglie mortali del venerabile Domenico Blasucci, dopo le diverse ricognizioni canoniche avvenute nel corso degli anni, sono custodite nella navata sinistra della Basilica di san Gerardo Maiella a Materdomini di Caposele, in provincia di Avellino, a poca distanza da quelle del Santo ed in una nuova tomba monumentale accanto a quelle del venerabile Paolo Cafaro.

Il monumento funebre è stato inaugurato domenica 5 gennaio 2003, con una cerimonia semplice e suggestiva.

È composto da un paramento in granito nero fissato sul pavimento e sulla parete, largo 175 cm., alto 193 cm. e profondo 20 cm., sul quale è affissa una lapide in marmo di Carrara in unico blocco a forma di pergamena, larga 125 cm., alta 105 cm. e profonda 15 cm.. All’interno della pergamena sono scolpiti, in bassorilievo, i busti del venerabile Domenico Blasucci e del venerabile Paolo Cafaro, al di sotto dei quali sono incisi i loro nomi con l’anno di nascita e di morte, evidenziati con il color oro. Tra i due Venerabili, al centro della pergamena e sempre in rilievo, sono scolpiti dei gigli, simbolo d’innocenza, purezza e castità, che prevalgono sui rami di spine del peccato avvolgendoli completamente (cfr. Ct 2,13).

L’opera scultorea è stata eseguita dall’artista Vincenzo Caputo di Villamaina, in provincia di Avellino, che ne ha fatto dono alla Comunità redentorista.

La scelta di tumulare i due Venerabili l’uno accanto all’altro e vicini alla tomba del Santo è scaturita dal fatto che il venerabile Domenico Blasucci con la sua preghiera al Signore ha risanato l’animo estremamente tormentato di san Gerardo Maiella, nella Comunità redentorista di Santa Maria della Consolazione a Deliceto, in provincia di Foggia, dove i due confratelli hanno trascorso insieme qualche mese; il venerabile Paolo Cafaro è stato il superiore sia del venerabile Domenico Blasucci che di san Gerardo Maiella, nella Comunità redentorista di Materdomini di Caposele, ed all’ipotesi di un trasferimento del giovane Blasucci verso un’altra Comunità s’oppose con fermezza affermando: “No, resti qui questa gioia di Paradiso!...”.

 

 

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Il pregevole dipinto ad olio su tela che raffigura il venerabile Domenico Blasucci è custodito da tempo immemorabile nella Chiesa Parrocchiale di Santa Maria Assunta a Ruvo del Monte, in provincia di Potenza. Il quadro, da sempre esposto sulla parete della sagrestia, in seguito al sisma del 23 novembre 1980 è collocato, fino al 14 agosto 1997, sulla parete all’ingresso del salone al piano terra dei locali di Ministero, in viale della Repubblica n. 76, adibito a luogo provvisorio di culto dei fedeli; ricollocato sulla parete della sagrestia dell’antico edificio sacro, in piazza arcip. mons. Giuseppe Maria Ciampa, al termine dei lavori di consolidamento strutturale e restauro, è affisso sul primo pilastro all’ingresso dell’aula liturgica dal 1° novembre 2009, Solennità di tutti i Santi e Vigilia del pio transito del venerabile Domenico Blasucci.

È un punto di riferimento costante per i tanti devoti del giovane Santo redentorista che, pervasi dall’amore filiale, quotidianamente vi sostano raccolti in preghiera, per invocare la sua intercessione presso Dio, e vi offrono doni votivi. L’orazione, unita a ricorrenti doni, è l’espressione eloquente e straordinaria tanto della continuità storica quanto della genuina ed autentica devozione che il popolo di Dio nutre verso il venerabile Domenico Blasucci.

In quest’immagine fotografica realizzata domenica 7 luglio 2013, XIV domenica del tempo ordinario dell’Anno C, da Vito Santoro di Ruvo del Monte, è visibile, da sinistra a destra, fra Savino Larocca, cappuccino, don Gerardo Gugliotta, parroco di Ruvo del Monte, mons. Rocco Talucci, arcivescovo emerito dell’Arcidiocesi di Brindisi–Ostuni, e Michele Donato Grieco, operatore pastorale laico di Ruvo del Monte. Il gruppo è stato fotografato dopo aver ringraziato il Signore per il dono dello Spirito Santo attraverso la preghiera d’intercessione al venerabile Domenico Blasucci, al termine della concelebrazione Eucaristica presieduta da mons. Rocco Talucci, nel corso della quale è stato amministrato il Sacramento della Santa Cresima a sette ragazzi.

 

 

 

Mons. Gianfranco Todisco, amministratore apostolico e già vescovo della Diocesi di Melfi–Rapolla–Venosa, ritratto da Giuseppe Santomenna sabato 13 maggio 2017 in una foto ricordo con il Parroco ed i fedeli di Ruvo del Monte, in provincia di Potenza, nella Chiesa Parrocchiale di Santa Maria Assunta, dopo aver pregato dinanzi al dipinto ad olio che raffigura il Venerabile. L’immagine fotografica è stata effettuata al termine della sua ultima Concelebrazione Eucaristica di commiato che ha presieduto, dopo aver compiuto la sua ultima visita alla Comunità Parrocchiale, in seguito alla rinuncia del governo pastorale della Diocesi e la ripresa del servizio missionario in Honduras.

 

 

 

Don Gerardo Gugliotta, parroco di Ruvo del Monte in provincia di Potenza, ritratto da Giuseppe Santomenna martedì 23 maggio 2017 in una foto ricordo con i fedeli di Ruvo del Monte, in provincia di Potenza, nella Chiesa Parrocchiale di Santa Maria Assunta, al termine della Solenne Celebrazione Eucaristica in occasione del 111° anniversario della proclamazione a Venerabile di Domenico Blasucci con Decreto del papa san Pio X. Tutti fanno da ulteriore cornice al quadro con il nuovo ritratto a matita su cartoncino del Venerabile, realizzata dall’artista Konrad Perathoner di Santa Cristina–Val Gardena, in provincia di Bolzano, l’anno precedente e precisamente il 23 maggio 2016. L’opera è stata donata al curatore di questo sito web e presentata ufficialmente ai fedeli della comunità parrocchiale nel corso della solenne funzione liturgica, che hanno ricevuto anche in dono, dallo stesso curatore del sito web, un pieghevole con la medesima immagine e con due preghiere per il Venerabile.

 

 

 

Monsignor Ciro Fanelli, vescovo della Diocesi di Melfi–Rapolla–Venosa, ritratto da Giuseppe Santomenna domenica 10 dicembre 2017 in una foto ricordo con il Parroco ed i fedeli di Ruvo del Monte, in provincia di Potenza, nella Chiesa Parrocchiale di Santa Maria Assunta, dopo essersi raccolto devotamente in preghiera per qualche minuto dinanzi al dipinto ad olio che ritrae il Venerabile. L’immagine fotografica è stata realizzata al termine della sua prima Concelebrazione Eucaristica che ha presieduto, subito dopo la sua prima visita alla Comunità Parrocchiale.

 

 

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Al venerabile Domenico Blasucci

 

Hai percorso serenamente la strada verso l’Eterno,

candido fiore troppo presto reciso.

 

La mia mente vaga tra i tuoi scritti,

scruta la tua anima e scorge il tuo grande amore,

sublimato nel Signore.

 

Rifulgi adesso nella vita autentica,

angelico modello delle dilette virtù;

al cospetto dell’amata Vergine Maria,

tra i cori celesti degli Angeli e dei Santi,

con le mani protese verso Dio

invochi per noi la protezione, la grazia ed il perdono.

 

Ruvo del Monte, 24 settembre 2011.

     Michele Donato Grieco

 

 

 

 

 

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